di: Valentina Milani | 23 Marzo 2026
Il governo tunisino ha avviato un piano di ristrutturazione della Società dei cementi di Biserta, con l’obiettivo di rilanciare una delle principali imprese pubbliche del Paese e rafforzare un settore considerato strategico per l’economia nazionale. Dai media locali si apprende che la decisione è stata esaminata in una riunione ristretta del governo presieduta dalla prima ministra Sarra Zaafrani Zenzri, che ha ribadito la linea dell’esecutivo volta a preservare le aziende pubbliche, escluderne la privatizzazione e migliorarne le prestazioni attraverso riforme strutturali.
Il piano prevede interventi in tre fasi, a partire dalla ripresa della produzione e dalla riduzione dei costi, fino all’aumento della capacità produttiva e al miglioramento dell’efficienza energetica nel rispetto degli standard ambientali.
Secondo il governo, il settore del cemento in Tunisia conta nove imprese con una capacità complessiva di circa 12 milioni di tonnellate e impiega oltre 4.000 persone, contribuendo allo sviluppo economico e alle esportazioni. Fondata nel 1950 e nazionalizzata nel 1959, la società di Biserta è considerata un pilastro storico dell’industria tunisina, ma attraversa attualmente una fase di difficoltà finanziaria e produttiva.
L’esecutivo punta a rafforzarne la competitività, recuperare quote di mercato e sostenere le esportazioni, anche attraverso investimenti logistici e il potenziamento delle infrastrutture, tra cui il porto commerciale collegato allo stabilimento. La ristrutturazione rientra in una strategia più ampia che coinvolge anche la società siderurgica El Fouladh, con l’obiettivo di consolidare la sovranità economica e rilanciare il ruolo delle imprese pubbliche come motori della crescita.
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