di: Celine Camoin | 20 Marzo 2026
Tunisia – La Tunisia investirà 300 milioni di euro, pari a un terzo del costo totale, nel progetto strategico Elmed per il collegamento elettrico sottomarino con l’Italia. La notizia, confermata dalle autorità di Tunisi, segna una tappa fondamentale per l’integrazione energetica tra le due sponde del Mediterraneo, trasformando il Paese nordafricano in un hub cruciale per lo scambio di energia pulita verso l’Europa.
Il progetto Elmed consiste in un’infrastruttura di interconnessione in corrente continua ad alta tensione lunga 200 chilometri, che collegherà la stazione di Kelibia, in Tunisia, con quella di Partanna, in Sicilia. Lo Stato tunisino, attraverso la Steg (Società tunisina dell’elettricità e del gas), collabora strettamente con l’italiana Terna per la realizzazione di un’opera il cui valore complessivo sfiora i 900 milioni di euro. Il ministro dell’Industria, delle Miniere e dell’Energia, Fatma Thabet Chiboub, ha sottolineato come questo investimento sia vitale per garantire la sicurezza energetica della nazione e per favorire l’esportazione di energia prodotta da fonti rinnovabili.
L’Unione europea sostiene l’iniziativa, avendo già stanziato un finanziamento a fondo perduto di 307 milioni di euro nell’ambito del Meccanismo per connettere l’Europa. Il presidente della Repubblica, Kais Saied, ha più volte ribadito che Elmed non è solo un’opera ingegneristica, ma un pilastro della sovranità energetica tunisina che permetterà di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Grazie a questo ponte elettrico, la Tunisia potrà stabilizzare la propria rete nazionale e, al contempo, partecipare attivamente al mercato elettrico europeo, generando entrate valutarie stimate in decine di milioni di euro l’anno.
I lavori per la posa dei cavi sottomarini e la costruzione delle stazioni di conversione dovrebbero entrare nel vivo entro la fine del 2026, con l’obiettivo di rendere il collegamento operativo entro il 2028. Il ministro degli Esteri, Mohamed Ali Nafti, ha evidenziato come la cooperazione con lo Stato italiano rappresenti un modello di partenariato strategico paritario, capace di generare occupazione qualificata e di attrarre nuovi investimenti nel settore del solare e dell’eolico nel deserto tunisino. [E C]




