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Africa: Marocco in testa nell’Indice su Proprietà intellettuale

di: Stefano Samo | 20 Marzo 2026

Riforme promettenti e sfide persistenti caratterizzano il continente africano per quanto riguarda la protezione della proprietà intellettuale: è quanto emerge dal rapporto 2026 dell’Indice internazionale della Proprietà intellettuale, pubblicato dal Global Innovation Policy Center della Camera di Commercio degli Stati Uniti. Un indice che riguarda 55 economie che rappresentano la maggior parte della produzione economica globale, contribuendo insieme a oltre il 90% del Pil mondiale. Stando all’edizione 2026, la regione Africa e Medio Oriente registra un punteggio medio del 42,70%, con variazioni importanti tra le singole economie, con il Marocco che si conferma leader in Africa e secondo nella regione.

Posizionandosi 22esimo nella classifica generale, il Marocco è considerato il Paese a medio reddito con le migliori prestazioni grazie a una solida protezione dei brevetti. Nel rapporto si afferma che Rabat ha creato un ecosistema di proprietà intellettuale paragonabile a quello delle economie a medio-alto reddito, grazie a iniziative come gli accordi di libero scambio con Stati Uniti e Unione Europea e all’efficienza dell’ufficio brevetti nazionale.

Le altre grandi economie africane, Sudafrica e Nigeria, riportano un notevole distacco rispetto al Marocco. Nel rapporto si evidenzia che il Sudafrica, con un punteggio del 35,15%, ha avviato riforme per modernizzare i brevetti, come il lancio dei certificati di brevetto digitali nel febbraio 2026, ma permangono incertezze normative in ambito farmaceutico. Da parte sua la Nigeria, con un punteggio del 34,75%, ha messo a punto una Strategia nazionale sulla proprietà intellettuale e ha adottato misure amministrative per proteggere i contenuti digitali, ma è ancora caratterizzata da un quadro giuridico e normativo complessivamente debole e limitato, con importanti forme di tutela dei diritti di proprietà intellettuale non ancora in vigore.

Ghana e Kenya si posizionano nella fascia media del continente, con sforzi crescenti per digitalizzare i servizi di proprietà intellettuale, ma con persistenti lacune nella protezione dei brevetti industriali. Chiudono la classifica africana Algeria ed Egitto, dove le sfide più grandi riguardano la trasparenza del sistema giudiziario e la protezione dei segreti commerciali.

Complessivamente il rapporto evidenzia che è in atto una modernizzazione digitale volta a ridurre tempi e corruzione, con diversi paesi – in particolare Algeria e Nigeria – impegnati a sostenere le piccole e medie imprese, introducendo nuovi programmi di assistenza tecnica e finanziaria per aiutarle a sfruttare i propri asset di proprietà intellettuale. Tuttavia quasi tutti i Paesi soffrono ancora di un divario infrastrutturale (solo il 12% della popolazione ha accesso al 5G), che limita la capacità delle imprese locali di sfruttare appieno i diritti di proprietà intellettuale legati alle tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale (Ai), e quasi tutti continuano a lottare contro alti tassi di pirateria digitale e contraffazione fisica.

Nel rapporto si sottolinea quindi l’importanza delle organizzazioni regionali come l’Aripo (African Regional Intellectual Property Organization), che dal marzo 2026 ha reso operative nuove modifiche al Protocollo di Banjul sui marchi, facilitando alle aziende internazionali la protezione dei propri loghi in più Paesi africani contemporaneamente con un’unica domanda.

© Riproduzione riservata

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