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Africa: Costruzioni, governo e ANCE invitano aziende italiane a guardare all’Africa

AFRICA – “L’Africa in generale rappresenta circa un quarto del totale del business delle imprese di costruzioni italiane nel mondo. La domanda di infrastrutture si caratterizza in modo prioritario e straordinario in Africa ed è ovvio che per le aziende italiane c’è spazio e ci sono grandi possibilità”: a rimarcare l’importanza dell’Africa è stato stamani il ministro degli Esteri e della Cooperazione Paolo Gentiloni, a conclusione della presentazione del rapporto 2015 dell’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) sulla presenza delle imprese di costruzione italiane nel mondo.

“L’Africa ha bisogno di decine e decine di miliardi di euro di investimenti in infrastrutture” ha ricordato Gentiloni, sottolineando le grandi occasioni che si delineano dai grandi cambiamenti in atto nel continente, come la crescita demografica, la crescita della classe media, l’empowerment delle donne. “Grandi occasioni che comportano anche rischi elevati, e anche molto chiari alle imprese, ad esempio in termini di stabilità – ha aggiunto il ministro – o di competizione, come quella della Cina, da molto tempo un grande partner dell’Africa”.

Della dominazione della Cina nel mercato delle costruzioni in Africa sub-sahariana ha parlato a Infoafrica, a margine della conferenza, il vicepresidente dell’Ance, Giandomenico Ghella. “Nella top 10 delle acquisizioni del 2014 c’è una presenza africana, ed è anche vero che l’Africa è in piena espansione, ma la presenza cinese è talmente forte che è davvero difficile competere. Purtroppo non possiamo competere con chi porta miliardi di euro o di dollari quasi a tasso zero, né noi italiani, nemmeno i nostri competitor europei. Anzi – ha aggiunto Ghella – tra i competitor europei forse siamo quelli che meglio reggono la concorrenza dei cinesi in Africa”.

Nonostante alcuni fattori negativi come il calo dei prezzi delle materie prime e il calo dei prezzi del petrolio, il fatturato delle imprese italiane all’estero continua a crescere, per il decimo anno consecutivo. Nel 2014, secondo il rapporto, sono stati realizzati oltre 10 miliardi di euro di fatturato e 187 nuovi contratti con cantieri in 85 paesi.

Lo studio dell’Ance è basato su un campione di 38 imprese operanti sui mercati esteri, oltre al mercato italiano, e rappresenta la quasi totalità delle attività internazionali dell’industria delle costruzioni civili italiane.

L’Unione Europea è la regione dove sono concentrati i lavori di importo maggiore, con una quota del 26,4% del valore totale.

Nel portafoglio delle nuove commesse, il Nord Africa, sebbene ridimensionato, rappresenta il quarto mercato per le aziende italiane (l’8,6% delle nuove commesse acquisite nel 2014 è in quest’area, nel 2013 era il 17,3%), mentre l’Africa sub-sahariana rappresenta il 7% delle nuove acquisizioni.

Nell’area sub-sahariana è localizzato il 10,7% delle commesse totali, mentre la quota del Nord-Africa è pari al 10% circa, con 113 cantieri aperti.

A fare la parte del eone nel 2014 nella classifica dei principali paesi per acquisizioni e commesse è stata l’Algeria, con ben 822 milioni di euro, davanti alla Francia e alla Russia. L’Algeria e l’Etiopia si collocano invece al 3° e 4° posto nel totale generale delle commesse in corso.

Le aziende Trevi, Salini Impregilo e Cmc sono di gran lunga quelle più presenti in Africa Subsahariana, seguite da Renco, Sicim, Pilosio, Seas, Gilardi e Pac.

Per approfondire:

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