di: Valentina Milani | 12 Marzo 2026
Lo Zambia punta ad aumentare in modo significativo la produzione di rame e sta cercando nuovi investimenti internazionali, anche dagli Stati Uniti, con l’obiettivo di superare i tre milioni di tonnellate entro il 2031. Lo ha dichiarato il ministro delle Miniere, Paul Kabuswe, come riporta Reuters.
Il Paese dell’Africa australe, secondo produttore africano di rame dopo la Repubblica democratica del Congo, ha estratto 890.346 tonnellate di rame nel 2024, mancando l’obiettivo annuale di 1 milione di tonnellate. Il metallo è considerato una materia prima strategica per la produzione di veicoli elettrici e per le infrastrutture delle energie rinnovabili necessarie alla transizione verso un’economia a basse emissioni.
Secondo Kabuswe, Lusaka sta dialogando con diversi partner internazionali per attrarre nuovi capitali nel settore minerario. “Gli Stati Uniti ne fanno parte”, ha detto il ministro, senza fornire dettagli sui negoziati in corso.
Gli Stati Uniti vedono lo Zambia come uno dei partner chiave nella strategia per diversificare l’approvvigionamento di minerali critici e ridurre la dipendenza dalla Cina nelle catene di approvvigionamento per l’industria avanzata.
Parallelamente sono in corso negoziati tra Lusaka e Washington per un accordo di assistenza sanitaria da oltre 1 miliardo di dollari (circa 920 milioni di euro). Alcune organizzazioni hanno espresso timori che i fondi possano essere collegati all’accesso alle risorse minerarie o comportare rischi legati alla condivisione dei dati sanitari.
Kabuswe ha respinto queste ipotesi, affermando che “non c’è alcun collegamento tra le due questioni”. Il ministro ha aggiunto che lo Zambia intende negoziare accordi equi con gli investitori stranieri: “Deve essere una situazione vantaggiosa sia per lo Zambia sia per gli investitori”.
Oltre al rame, il Paese possiede importanti riserve di cobalto, nichel, manganese, grafite, litio e terre rare. Tra le società attive nel settore minerario figurano la cinese Jchx Mining, la canadese Barrick Gold, First Quantum Minerals, l’indiana Vedanta Resources, la emiratina International Resources Holding e la statunitense KoBold Metals, sostenuta da investitori americani.
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