di: Andrea Spinelli Barrile | 14 Luglio 2025
Nel suo ultimo rapporto economico, la Banca mondiale rileva un aumento del 4% del Pil dello Zambia nel 2024, trainato dalla ripresa del settore minerario. L’istituzione economica internazionale stima che accelerare la produzione di rame, cobalto e manganese rafforzerebbe la sostenibilità fiscale, aumenterebbe le opportunità di creazione di valore aggiunto nella filiera mineraria e sosterrebbe le ambizioni nazionali, tra cui la triplicazione della produzione annua di rame, raggiungendo i 3 milioni di tonnellate entro il 2031.
Tra il primo trimestre del 2024 e il 2025, la produzione è già aumentata da 173.000 a 224.000 tonnellate.
Alcuni specifici progetti stanno supportando questo slancio, come la miniera di rame di Kashime (Mimosa resources), la riqualificazione di Konkola (Vedanta resources) e Mopani (International resources holding). Per supportare l’esplorazione, il governo di Lusaka ha completato l’80% della sua campagna nazionale di geomappatura e implementato lo Zambia integrated mining information system (Zimis), una piattaforma digitale progettata per garantire la trasparenza delle attività, tracciare i contenuti locali e i contributi fiscali e rendere i dati accessibili al pubblico.
La Banca mondiale raccomanda al governo zambiano di portare a compimento riforme della governance e della gestione delle entrate: il ministero delle Miniere dello Zambia sta creando una Commissione per la regolamentazione dei minerali e riorganizzando i suoi dipartimenti incentrati sulla geologia, l’estrazione mineraria artigianale e la promozione di investimenti su larga scala e sono in corso anche iniziative per rafforzare la partecipazione locale, con la costruzione di centri di commercializzazione dei minerali e impianti di lavaggio a Mumbwa, Rufunsa, Chisamba e Kasempa, oltre all’istituzione di un programma nazionale di formazione per i minatori artigianali.
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