Tunisia: rifiuti, governo scommette sul riciclo

di: Enrico Casale | 9 Aprile 2026

La gestione dei rifiuti in Tunisia si sta trasformando da onere ambientale a pilastro per la crescita dello Stato, mentre un nuovo studio mette in guardia contro i costi occulti e l’impatto economico derivante dal mancato trattamento degli scarti. Secondo un’inchiesta pubblicata dal quotidiano La Presse, l’assenza di un sistema di riciclo efficiente attualmente pesa sulle finanze pubbliche e sulla crescita nazionale, causando perdite stimate in diverse centinaia di milioni di euro ogni anno a causa del degrado ambientale e della mancata valorizzazione delle materie prime. Tuttavia, diverse comunità locali stanno invertendo la rotta, dimostrando che la raccolta differenziata e il riutilizzo possono generare profitti concreti e creare nuovi posti di lavoro per i giovani.

La ministra dell’Ambiente Leila Chikhaoui Mahdaoui ha sottolineato come la transizione verso un’economia circolare sia ormai una necessità impellente per lo Stato nordafricano, che deve fare i conti con la saturazione delle discariche tradizionali. Nelle zone dove il sistema di smistamento è stato implementato con successo, i rifiuti organici e i materiali plastici vengono trasformati in risorse preziose, permettendo ai Comuni di ridurre le spese di gestione e di reinvestire i proventi in servizi per i cittadini. Questa nuova consapevolezza sta spingendo il governo a rivedere le normative vigenti, promuovendo incentivi per le imprese che investono in tecnologie pulite e sistemi di trattamento all’avanguardia.

Il presidente della Repubblica Kais Saied ha più volte richiamato l’importanza della sovranità ecologica come elemento chiave per lo sviluppo sostenibile del Paese. Il costo del “non fare” è diventato un peso insostenibile per il bilancio dello Stato, con ripercussioni dirette sulla salute pubblica e sul settore turistico, asset fondamentale dell’economia tunisina. Grazie alla collaborazione con partner internazionali, sono stati avviati progetti pilota che prevedono la costruzione di centri di trasformazione in grado di convertire i rifiuti in energia, un’iniziativa che potrebbe far risparmiare alle casse dello Stato oltre dodici milioni di euro nel primo triennio di attività, riducendo al contempo la dipendenza dalle importazioni energetiche.

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