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Tanzania: il governo cerca sostegno per il bilancio, Kombo a Bruxelles

di: Andrea Spinelli Barrile | 5 Febbraio 2026

La Tanzania sta facendo pressioni sull’Unione europea affinchè revochi il congelamento degli aiuti, 150 milioni di euro circa, imposto lo scorso anno a causa delle preoccupazioni europee circa le violazioni dei diritti umani nel Paese africano.

Il ministro degli Esteri tanzaniano Mahmoud Thabit Kombo si trova in questi giorni a Bruxelles, dove ha avuto incontri con diversi alti funzionari europei, tra cui la vicepresidente e alta rappresentante degli Esteri Kaja Kallas, il vicepresidente del Parlamento europeo Younous Omarjee e il commissario Ue per i partnenariati Jozef Sikela.

A novembre, dopo le elezioni che hanno consacrato la presidente Samia Suluhu Hassan vincitrice con il 97% dei voti, l’Europa aveva espresso preoccupazione dopo l’ondata di repressione, violenze ed arresti in Tanzania contro manifestanti ed esponenti dell’opposizione, congelando con un voto del Parlamento europeo i finanziamenti allo sviluppo destinati al Paese africano per il 2026. Una posizione non vincolante ma seguita dalla Commissione europea. I fondi europei congelati riguardano progetti nel settore sanitario, dell’istruzione e dell’energia.

L’Unione europea, con una nota ufficiale, ha detto che gli incontri con la delegazione tanzaniana si sono concentrati sul rafforzamento del partenariato bilaterale attraverso il dialogo politico, gli investimenti e lo sviluppo sostenibile. Questo blocco dei finanziamenti europei non è il solo: il taglio di Usaid da parte dell’amministrazione Trump, il taglio degli aiuti allo sviluppo del Regno unito e le riduzioni simili annunciate da Francia, Svezia, Paesi Bassi e Germania stanno costringendo la Tanzania a rivedere le proprie politiche di finanziamento, anche perché nel 2024 gli aiuti allo sviluppo rappresentavano circa il 23% delle entrate governative.

Tuttavia, dopo anche la minaccia americana di congelare gli aiuti dopo le violenze post-elettorali, la Tanzania sta muovendosi su più fronti per reperire fondi per il bilancio: la presidente Samia Suluhu Hassan ha autorizzato la Banca centrale a dare priorità alla mobilitazione delle risorse interne per soddisfare le esigenze fiscali e il ministro degli Investimenti Kitila Mkumbo ha confermato che il governo tanzaniano prevede di vendere parte delle riserve auree.

A fine dicembre queste erano valutate in circa 1,3 miliardi di dollari ma al 29 gennaio sono emersi dati più puntuali: la Banca centrale tanzaniana detiene 3,24 miliardi di dollari in oro (18,9 tonnellate, accumulate dal 1 ottobre 2024). Le riserve valutarie della Tanzania, al 29 gennaio, ammontavano a 6,52 miliardi di dollari, detenute in varie attività all’estero tra cui l’oro (il 59%, 3,84 miliardi di dollari). Il solo oro monetario era valutato in 1,18 miliardi mentre l’oro raffinato, che non ha ancora ottenuto lo status monetario, portava le riserve auree totali a 3,24 miliardi di dollari totali

La Tanzania è un importante produttore d’oro: nel 2023 la produzione stimata è stata di 52 tonnellate, quasi il 9,9% del Pil e circa il 15% delle entrate fiscali di quell’anno. Tuttavia, le violenze post-elettorali esplose a novembre dello scorso anno, dopo le contestate elezioni, hanno costretto i partner del Paese, Stati uniti ed Ue, a rivedere gli aiuti, che già erano in calo.

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