Site icon Africa e Affari

Sudan: Zone franche e agroindustria, a colloquio con direttore della Sfz

di: Redazione | 30 Gennaio 2017

“Al momento abbiamo attive due Zone franche, ma una terza è in fase di realizzazione a Gallabat, al confine con l’Etiopia, e inoltre abbiamo chiesto l’autorizzazione per aprirne altre tre”: intervistato da InfoAfrica nel suoi uffici all’interno della Fiera Internazionale di Khartoum, in corso in questi giorni, il direttore della Sudanese Free Zones & Markets (Sfz), Yousif Mohammed Karrar, si mostra fiducioso su progetti che una volta realizzati dovrebbero consentire al Sudan di attrarre più facilmente società straniere e investimenti.
“Le zone franche per le quali abbiamo chiesto la licenza – dice – saranno realizzate ai confini con Ciad, Repubblica Centrafricana e Sud Sudan. L’obiettivo è quello di incentivare l’utilizzo delle materie prime locali e mettere a frutto relazioni già esistenti con i Paesi confinanti. Ogni Zona avrà un’area industriale, una commerciale e una dedicata ai servizi”.
Le due Zone franche oggi esistenti sono la Red See Free Zone e la Garri Free Zone. Ospitano impianti di industria leggere, ma cominciano ad arrivare richieste di informazioni per attività a più alto valore aggiunto.
“Le nostre Free Zones – prosegue Karrar – offrono incentivi anche fiscali, servizi e la possibilità di un one-stop-shop per il disbrigo di tutte le pratiche e per l’avvio delle attività”.
Finora le zone franche non hanno attratto l’attenzione di aziende italiane, ma la revoca delle sanzioni da parte americana potrebbe aprire nuovi scenari. Il progetto delle Zone franche prevede inoltre la realizzazione di infrastrutture e in futuro la costruzioni di aeroporti. La mancanza di fondi resta uno dei principali ostacoli da superare e di fatto non consente di avere un calendario preciso sull’apertura delle nuove zone franche.
“I punti di forza – conclude Karrar – sono la possibilità di operare in Sudan puntando sul mercato locale ma anche sulle esportazioni in tutti i Paesi confinanti. Le piccole e medie imprese italiane attive nel settore agroindustriale e della trasformazione potrebbero trovare spazi interessanti”.
Fondata nel 1993 dall’unione dell’Autorità delle fiere e dell’Autorità dei Free Markets, la Sfz è una società pubblica per azioni che vanta anche soci privati sudanesi e stranieri. [GB]

© Riproduzione riservata
Per approfondire:

 

Exit mobile version