di: Stefano Samo | 4 Marzo 2026
Il colosso minerario Rio Tinto ha approvato la ripresa del progetto Zulti South della sua controllata Richards Bay Minerals (Rbm), revocando la sospensione in vigore da gennaio 2020. Richards Bay Minerals, posseduta al 74% da Rio Tinto, estrae sabbie ricche di minerali della provincia sudafricana di KwaZulu-Natal, estraendo principalmente zircone, rutilo, ilmenite e ossido di titanio, utilizzati nella produzione di vernici, creme solari e smartphone.
L’investimento di 473 milioni di dollari annunciato dal colosso minerario mira a prolungare la durata delle attività della miniera fino al 2050 e a garantire la continuità operativa di Rbm a fronte del declino del giacimento minerario di Zulti North. “Revocare la sospensione di Zulti South significa garantire il futuro di Rbm. Questo progetto non riguarda l’espansione; rappresenta il nostro impegno a sostenere i posti di lavoro e a continuare a dare un contributo significativo alla provincia, al Paese e alle comunità ospitanti – ha detto Werner Duvenhage, amministratore delegato di Rbm – la decisione di procedere riflette anche il miglioramento delle condizioni di sicurezza e il rafforzamento delle partnership comunitarie”.
Stando a quanto precisato dai media sudafricani, il lavoro di progettazione, approvvigionamento e costruzione di Zulti South è stato appaltato alla China Harbour Engineering Company (Chec), che vanta un rapporto consolidato con Rio Tinto. L’inizio dei lavori è previsto per il primo trimestre del 2026, mentre la prima produzione commerciale è prevista per il quarto trimestre del 2028.
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