di: Valentina Milani | 31 Marzo 2026
L’ente nucleare pubblico sudafricano Necsa lancerà a breve la nuova fase della gara per la costruzione di un reattore di ricerca multiuso, con l’obiettivo di rafforzare la propria posizione tra i principali esportatori globali di isotopi medici. Lo ha dichiarato l’amministratore delegato Loyiso Tyabashe in un’intervista a Reuters.
Il progetto prevede la realizzazione di un impianto da 20-30 megawatt, che dovrebbe entrare in funzione entro il 2032-2033. La richiesta di offerte, inizialmente prevista entro fine marzo, potrebbe slittare al primo trimestre del prossimo anno fiscale (aprile-giugno), mentre proseguono i colloqui con i principali dipartimenti governativi, incluso il Tesoro.
Gli isotopi prodotti, utilizzati nella diagnosi e nel trattamento di malattie come tumori e patologie cardiache, sono generati in reattori nucleari destinati alla ricerca e alla formazione, non alla produzione di energia. Secondo Tyabashe, Necsa privilegia contratti “chiavi in mano” o di tipo Epc (engineering, procurement and construction), in cui il contraente è responsabile dell’intero progetto fino alla consegna, con l’obiettivo di ridurre i rischi operativi.
Tra i potenziali fornitori figurano Russia, Cina, Corea del Sud, Stati Uniti e Argentina, precisa Reuters.
Il nuovo reattore opererà in parallelo con il Safari-1, impianto da 20 megawatt in funzione dal 1965 presso il sito di Pelindaba, tra i principali produttori mondiali di molibdeno-99, isotopo utilizzato in milioni di test diagnostici ogni anno. Necsa intende prolungare la vita operativa di Safari-1 per evitare interruzioni nella produzione e mantenere la propria quota di mercato.
Parallelamente, l’ente prevede di avviare anche una gara per un reattore modulare di piccole dimensioni (Smr), nell’ambito di un piano infrastrutturale complessivo da circa 80 miliardi di rand (circa 4,7 miliardi di dollari) volto a rilanciare la capacità nucleare del Paese.
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