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Sudafrica: fauna selvatica, grande potenziale per agricoltura

di: Enrico Casale | 13 Gennaio 2026

In Sudafrica la riforma fondiaria potrebbe aprire nuove opportunità oltre all’agricoltura tradizionale, sfruttando appieno il potenziale della fauna selvatica per generare reddito e occupazione per i nuovi assegnatari di terre.  Secondo una recente analisi di esperti sudafricani, rilanciata dal sito The African Mirror, il Paese ha sviluppato, negli ultimi decenni, un fiorente settore legato alla fauna selvatica, che comprende caccia di trofei e di carne, ecoturismo, vendita di animali vivi e produzione di carne di selvaggina. Queste attività contribuiscono alla conservazione della biodiversità, mantengono la vegetazione naturale e creano posti di lavoro.

Il governo di Pretoria considera tale economia della fauna una leva chiave per coniugare conservazione ambientale e sviluppo rurale e si è prefissato di aumentare di almeno il 10% l’anno le imprese eco‑turistiche sostenibili. Si prevede inoltre che il contributo al Pil derivante dalla carne di selvaggina possa passare da circa 4,6 miliardi di dollari nel 2020 a oltre 27 miliardi entro il 2036.

La riforma fondiaria, elemento centrale della strategia per correggere le disuguaglianze storiche nell’accesso alla terra causate dall’apartheid, ha trasferito proprietà a individui, famiglie e comunità nere che storicamente erano state escluse. Tuttavia, molte di queste nuove aziende agricole non partecipano ancora in modo significativo all’economia della fauna selvatica, segnala lo studio. Analizzando casi nella provincia dell’Eastern Cape, gli studiosi hanno constatato che meno della metà delle aziende riformate trae reddito dalla fauna e che questa fonte costituisce meno del 5% del loro incasso complessivo. La maggior parte dei benefici continua a derivare dall’allevamento di bestiame. La principale difficoltà è la mancanza di infrastrutture di base – come recinzioni, sistemi idrici e strutture di accoglienza – necessari per operare legalmente e in modo competitivo nei mercati della fauna.

Gli esperti suggeriscono che un approccio graduale, basato su modelli imprenditoriali realistici e sostenibili – come aziende miste di bestiame e fauna selvatica – potrebbe aiutare i nuovi proprietari ad acquisire esperienza e capitale, consolidando al contempo la conservazione della biodiversità. Investimenti in infrastrutture, programmi di prestito o donazione di fauna e partenariati tra proprietari terrieri possono facilitare l’ingresso nel settore.

Il coinvolgimento di allevatori già affermati come mentori e l’accesso agevolato ai mercati attraverso piattaforme di investimento pubblico‑privato sono altre misure proposte per integrare i beneficiari della riforma nella cosiddetta wildlife economy. Secondo gli autori della ricerca, questa strada potrebbe connettere opportunità economiche, giustizia nella distribuzione della terra e protezione ambientale, contribuendo agli obiettivi di sviluppo e trasformazione del Sudafrica.

© Riproduzione riservata

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