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Obiettivo Ferrovie

Sono almeno tre gli indicatori che ci spingono a ritenere che le ferrovie africane siano all’alba di una nuova stagione dopo i decenni di abbandono del passato.

Il primo è che la vocazione all’esportazione di materie prime, ma anche dei nuovi prodotti che il processo di differenziazione economica comincia a portare con sé, proseguirà, e anzi, grazie alla mole crescente di investimenti internazionali, aumenterà ancora. Tutte queste merci avranno bisogno di raggiungere i porti in maniera rapida e sicura.

Il secondo elemento è la crescita demografica africana e il continuo sviluppo urbano. Le città africane diverranno sempre più grandi, e più numerose saranno le metropoli o le città satellite pensate e costruite per accogliere un numero di persone in crescita. Un fenomeno che sta già creando non pochi problemi di mobilità urbana in tutto il continente e che sta spingendo non pochi governi a immaginare metropolitane, tranvie, ferrovie leggere. La recente inaugurazione della metropolitana di Addis Abeba ne è la dimostrazione.

Terzo elemento, meno evidente al momento, ma pronto a conoscere un vero boom, è il maggior peso del commercio intra-africano. Il commercio tra paesi africani è in aumento e le istituzioni continentali (Unione Africana e AfDB) hanno deciso di sostenerlo ancora di più in futuro. Questo porterà un numero crescente di merci a spostarsi all’interno dell’Africa o all’interno di regioni.

Ecco che per facilitare questi scambi già oggi si stanno realizzando ferrovie regionali (Africa orientale) o collegamenti tra paesi commercialmente molto legati (come Senegal e Mali). Perché queste tendenze mantengano le loro promesse molto dipenderà dai governi africani che saranno chiamati a immaginare e pianificare piani di medio-lungo periodo e a portarli a termine.

In questo numero analizziamo il settore ferroviario sotto molti aspetti sia a livello continentale sia andando ad affrontare problemi ed opportunità regione per regione. Un quadro che viene arricchito dalle testimonianze di tre aziende italiane del settore molto attive nel Continente: da Italferr, la società di ingegneria del gruppo Ferrovie dello Stato, ad altre due società (Wegh Group e Dr Ferroviaria) più piccole ma non per questo meno capaci di muoversi e lavorare in Africa.

In questo Focus:

  • Sarà un’Africa con molti più binari – Le linee sono ancora poche, legate al passato coloniale e non rispondenti alle esigenze di economie in crescita sostenuta. A parte le eccezioni di Sudafrica e paesi nordafricani il resto del continente dovrà colmare il gap in un settore nevralgico per il commercio.
  • Il quadro regionale / Africa del nord – Marocco e Algeria davanti a tutti, Egitto pronto a tornare alla ribalta
  • Africa orientale – Le ambizioni di Etiopia e Kenya decollano anche grazie ai cinesi
  • Africa occidentale – Fanalino di coda continentale nonostante il gigante nigeriano
  • Africa centrale – Il Camerun è il più dinamico, Kinshasa ha deciso per un remake
  • Africa australe – Il Sudafrica gioca da apripista, Angola e Zambia puntano sul treno
  • Trasporti urbani e crescita demografica – Il crescente tasso di urbanizzazione rende necessario e pressante ripensare sistemi di trasporto che risalgono in molti casi al periodo coloniale e che non rispondono più alle esigenze attuali. L’ostacolo da superare riguarda la componente finanziaria.
  • La metro arriva ad Addis Abeba
  • Italferr: posizionarsi ora per crescere dopo – Il direttore dell’ufficio Sviluppo Mercato ed Estero di Italferr passa in rassegna le aree più interessanti per il settore ferroviario, individua criticità e potenzialità: investimenti sempre più garantiti da fondi di investimento e fondi sovrani, in project financing.
  • Wegh Group: in Mozambico per produrre traverse – La storia di un’azienda della provincia di Parma che ha scoperto il continente e tante opportunità da cogliere nonostante le difficoltà. Piero Carletto, Africa area manager del gruppo: “Oggi la carta vincente è di chi ha una visione complessiva del progetto”.
  • D.R. Ferroviaria: la chiave è fare sistema – Il responsabile legale di D.R. Ferroviaria, società toscana che produce e installa scambi ferroviari, sottolinea il ruolo che il Sistema Italia ha avuto per consentire anche a una azienda di medie dimensioni di fare un balzo verso mercati dal grande potenziale.
  • La road map delle istituzioni continentali

Nella sezione Equilibri:

  • E4Impact, per formare i nuovi imprenditori – Raccogliere l’eredità di Expo, l’esperienza di una grande università italiana e sfruttare la spinta di importanti aziende per istruire quelle classi dirigenti che saranno chiamate a guidare il continente: questi gli obiettivi di una nuova struttura presentata a Milano.
  • Parte l’AfDB di Akinwumi Adesina – Il nuovo presidente della Banca africana di sviluppo rileva il timone di Kaberuka e si presenta puntando innanzitutto sul settore energetico. Tra gli altri settori ritenuti prioritari figurano: l’agricoltura, l’integrazione regionale e lo sviluppo industriale.
  • Assolombarda, le Pmi guardano verso sud – Un grande momento di incontro e una nuova frontiera per le Pmi italiane impegnate nella ricerca di mercati per rispondere alla stagnazione nelle aree più tradizionali: a Milano una kermesse di due giorni per discutere di Africa e condividere esperienze
  • ZOOM / Zimbabwe – Legge sull’indigenizzazione: la regola del 51% solo nel settore minerario

Dentro l’Africa:

  • Energia / Africa orientale, una rete elettrica in tre anni
  • Agricoltura / Sace e imprese italiane in Kenya
  • Industria / Etiopia, un parco industriale per i giapponesi
  • Infrastrutture / Sudafrica, Saldanha Bay per l’oil & gas
  • Commercio / Il ministro Guidi in Algeria e Marocco
  • Economia e finanza / Investimenti, Egitto e Marocco al top
  • Sviluppo / Mozambico finalmente libero dalle mine

 

VIAGGIARE IN AFRICA / Crociere… anche su rotaia

 

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Anno

3

Numero

8
Ottobre 2015