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Mozambico. Viaggio in una terra di promesse, di opportunità e di sfide

Stabilità politica, assenza di sacche di conflittualità, enormi potenzialità di risorse minerarie e naturali, crescita macroeconomica sostenuta, posizionamento geografico favorevole e l’atteggiamento di apertura nei confronti degli investitori internazionali: questi sono solo alcuni degli elementi che indicano nel Mozambico una vittoria sicura.

I dati macroeconomici e tutti i principali indicatori generali, infatti, confermano la scelta di gran parte della comunità internazionale di puntare sul Mozambico per i prossimi anni. L’ex colonia portoghese sembra una cornucopia di risorse e possibilità.

La sua posizione geografica rende il paese una cerniera naturale tra Africa australe e Africa orientale, le due regioni più dinamiche del continente africano. Le risorse minerarie continuano a essere scoperte a ritmo mensile, da minerali noti a terre rare; il settore energetico, con la scoperta di gas e gli indicatori di idrocarburi, sta muovendo i primi passi. Il potenziale agricolo è immenso, così come lo sviluppo del settore turistico, tutto da costruire.

E così nel 2012, nonostante la gravissima crisi economica finanziaria che interessava alcuni degli storici partner del paese (Europa e Stati Uniti), le performance economiche del Mozambico sono state ottime con un prodotto interno lordo (PIL) reale cresciuto del 7,4%, in aumento anche rispetto al 2011.

Secondo i dati della Banca africana di sviluppo (African Development Bank, AfDB), il 2013 e il 2014 faranno segnare dati ancora migliori con una crescita stimata, rispettivamente, all’8,5% e all’8%.

Nonostante il calo degli aiuti allo sviluppo provenienti dall’estero, infatti l’economia mozambicana ha potuto beneficiare di una produzione del carbone risultata maggiore del previsto e di un flusso continuo di considerevoli investimenti stranieri diretti (Foreign Direct Investment, FDI).

Proprio questi due elementi, uniti all’espansione del credito al settore privato e a notevoli investimenti nel settore delle infrastrutture, dovrebbero spingere nel 2013 e nel 2014 l’economia mozambicana a una crescita, appunto, superiore all’8%…(Continua su Africa e Affari)

In questo Focus:

  • Stabilità, risorse naturali e posizione. Ecco perchè si può dire Cornucopia
  • Presenza Italiana
  • Italia-Mozambico: dal passato al futuro una relazione speciale da rinforzare (Intervista all’Ambasciatore italiano a Maputo, Roberto Vellano)
  • Il Mozambico di Infoafrica

In questo numero:

  • Il Brasile muove altre pedine e vede nell’Africa il suo nuovo partner militare – Il governo del paese sudamericano ha avviato un’offensiva diplomatica per la vendita dei suoi sistemi d’arma. Una nave pattuglia ha fatto scalo in diversi paesi a scopo promozionale. Tra i potenziali clienti Senegal, Ghana, Mauritania, Angola e Namibia.
  • Un Atlante dei suoli africani per un uso sostenibile della terra – Uno strumento finanziato da Unione Africana, Fao e Unione Europea e destinato anche a chi dovrà prendere decisioni politiche nell’ottica della crescente urbanizzazione e della necessità di migliorare qualità e quantità delle produzioni agricole
  • Alta Gastronomia e cucine locali, FAO e Slow Food insieme per l’Africa – Firmato un accordo a favore dei produttori del Sud del mondo perché non esiste una gastronomia superiore all’altra ma prodotti e ricette poco conosciuti da valorizzare anche per sostenere le comunità locali e fare emergere eccellenze e qualità sorprendenti
  • Non è ancor tardi per l’eolico – Il Nord Africa ha aperto la strada e l’Africa subsahariana sta recuperando terreno guidata dall’Etiopia e dal Sudafrica; la quota di produzione è ferma all’1% sul totale dell’energia generata, ma si attende l’approvazione di progetti e l’arrivo di nuovi attori.
  • La vecchia logica dello sfruttamento, ancora sotto accusa le multinazionali – Esperti di primo piano della comunità internazionale puntano il dito contro le società del settore minerario che continuano a sfruttare le risorse del continente irrispettose delle necessità di sviluppo dell’Africa che ogni anno perde almeno 38 miliardi di dollari.

Dentro l’Africa:

  • Meno States, sempre più Cina e India pag. 36
  • La ‘guerra dei polli’ che scuote anche i Brics pag. 38
  • La Nestlé in Camerun pag. 40
  • Intesa tra Namibia e Angola per diga sul Cunene pag. 42
  • In Ghana cresce il peso del petrolio pag. 44
  • Sudafrica, la crisi si fa sentire pag. 46
  • Il Giappone scommette sull’Africa pag. 48
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Anno

1

Numero

4
Giugno-Luglio 2013