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Africa turca. Le strategie di Ankara sulle tracce di antichi percorsi

“È probabile che la Turchia sia stata negli ultimi anni il paese più dinamico nel rafforzare le relazioni e nello stringere nuovi accordi di cooperazione in Africa, questo perché pensiamo che questo continente sia il più interessante dal punto di vista politico così come da quello economico”. Con queste parole la sottosegretaria agli Affari Esteri della Turchia responsabile della delega per l’Africa sub-sahariana, Birnur Fertekligil, risponde alle domande di “Africa&Affari”sulle attività portate avanti dal governo di Ankara nel continente. Accogliendoci nel suo ufficio presso la sede del ministero ad Ankara in una calda giornata di metà agosto, la sottosegretaria esordisce la discussione raccontando la propria trentacinquennale esperienza nel servizio diplomatico turco, cominciata presso le cancellerie dell’Europa occidentale e poi concentratasi soprattutto nell’ambito delle relazioni con i paesi dell’Africa. “Quello che abbiamo sempre cercato di fare, e su cui abbiamo focalizzato la nostra attività in particolare dagli ultimi tre-quattro anni a questa parte, è stato costruire un rapporto paritario, proponendo una formula win-win, che fosse vantaggiosa per noi ma anche per loro, senza voler mai imporre nulla, ma provando piuttosto a rispondere alle richieste che ciascun paese di volta in volta avanzava”.

Secondo i dati fornitici da Ankara, il valore degli scambi bilaterali tra la Turchia e i paesi dell’Africa sub-sahariana nel periodo tra il 2000 ed il 2012 è praticamente decuplicato, passando da una cifra pari 560 milioni di euro a 5,643 miliardi di euro. Nello stesso periodo, i contributi ufficiali per l’assistenza allo sviluppo garantiti dall’Agenzia turca per la cooperazione internazionale (TIKA) sono passati da pochi milioni di euro ad un valore di poco superiore a 578 mioni di euro lo scorso anno, contribuendo a rendere la Turchia il quarto donatore internazionale in Africa.

Per accompagnare l’impegno di Ankara nel continente africano, il numero delle rappresentanze diplomatiche della Turchia è salito dalle 12 esistenti fino al 2005 alle attuali 35, l’ultima delle quali è stata aperta il mese scorso ad Asmara, in Eritrea. Altre quattro ambasciate apriranno però entro la fine dell’anno, a Brazzaville nella Repubblica del Congo, a Cotonou in Benin, a Kigali in Rwanda ed a Gaborone in Botswana…(Continua su Africa e Affari)

In questo Focus:

  • Editoriale: Perchè la Turchia è un esempio
  • Un percorso cominciato nel 1998, ora la Turchia può raccogliere i frutti
  • La cooperazione secondo i turchi, dinamismo, integrazione e reciprocità – Intervista a Birtnur Fertekligil, viceministro degli Esteri turco con delega all’Africa
  • Per gli africani la Turchia è il nuovo slegato dalle logiche occidentali
  • La Turchia su Infoafrica

In questo numero:

  • L’altalena dei prezzi del greggio e le implicazioni per i paesi africani – Prezzi alti e soggetti a oscillazioni: questo il trend del mercato petrolifero degli ultimi anni che, secondo le stime, resterà tale fino al 2014. L’analisi del capo economista dell’AfDB delinea la situazione di produttori e importatori netti, e i possibili effetti.
  • H&M arriva anche ad Addis Abeba, cerca fabbriche per nuovi mercati – La nota casa svedese ha già riunito un gruppo di aziende locali commissionando
    quantitativi prova di capi d’abbigliamento. Pur mantenendo il grosso della produzione in Bangladesh, si proverà a trainare le vendite con nuovi fornitori africani.
  • Un tunnel tra Marocco e Spagna- Per la realizzazione servirebbero 5 miliardi di euro: la galleria ferroviaria potrebbe essere pronta nel 2025. Un tracciato di 38 chilometri sotto lo Stretto di Gibilterra, tra Tarifa e Tangeri, per unire perennemente le opposte sponde del Mediterraneo.
  • Un progetto da sogno per ricostruire la Biblioteca di Mogadiscio
  • I milionari vivono a Johannesburg, ma è Accra che crescerà più di tutte
  • La BBC ci crede, una redazione economica per l’Africa
  • Bilanci da record e investimenti, ecco il successo di Ethiopian Airlines – Il vettore africano ha chiuso l’anno fiscale con un fatturato cresciuto del 178 per cento e con utili per 107 milioni di euro, risultato raggiunto nonostante il caro carburante. Intanto si prospettano interessanti iniziative per accrescere flotta e infrastrutture logistiche
  • Zoom Sudan: Il nuovo Sudan in mezzo al guado di una svolta storica obbligata

Dentro l’Africa:

  • La Nigeria sulle ali di Dangote per la più grande raffineria d’Africa pag. 36
  • Costa d’Avorio e Banca Mondiale per i piccoli agricoltori pag. 39
  • Ghana, infrastrutture e più valore aggiunto pag. 40
  • Kenya, il porto di Mombasa diventa grande pag. 42
  • Grande distribuzione a sud del Sahara, i piani di espansione di Wal-Mart pag. 44
  • Laboratorio Botswana, i nuovi servizi di Orange pag. 46
  • Mozambico, l’Italia a sostegno dell’Università pag. 48
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Anno

1

Numero

6
Ottobre 2013