di: Michele Vollaro | 7 Gennaio 2026
Nonostante i progressi normativi in diverse economie, la carenza di servizi pubblici efficienti continua a rappresentare il principale ostacolo per lo sviluppo del settore privato in Africa. Lo rivela il rapporto Business Ready 2025 della Banca mondiale, che ha analizzato 101 economie mondiali, incluse numerose nazioni africane, per valutare il loro clima imprenditoriale.
Secondo le conclusioni del rapporto pubblicato la scorsa settimana, il dato più allarmante per l’Africa riguarda il “divario dei servizi pubblici”. Le economie del continente registrano infatti i punteggi più bassi a livello globale in questo ambito, con una media di soli 38,92 punti su 100 nel pilastro dei Servizi pubblici, contro una media globale di 53,97. Questo indica che, sebbene molti governi riescano a legiferare regole adeguate sulla carta (il pilastro del Quadro normativo nella regione ha una media di 45,91), faticano a fornire le infrastrutture e i servizi essenziali – come l’elettricità, l’acqua o i sistemi digitali per il pagamento delle tasse – necessari per supportare l’attività d’impresa.
Il rapporto identifica una vulnerabilità specifica per le economie con una “forza lavoro giovane”, categoria in cui rientra la maggior parte dei Paesi dell’Africa subsahariana. Queste nazioni, che devono affrontare la sfida di creare posti di lavoro per una popolazione in rapida crescita, sono paradossalmente le meno “pronte” a livello aziendale.
Tuttavia, emergono eccezioni positive che segnalano la possibilità di riforme efficaci anche in contesti a basso reddito. Oltre al Rwanda che guid la speciale classifica continentale, il Togo ha registrato una performance notevole nel tema dell’Avvio di un’impresa, con un punteggio di 85,77, dimostrando un’elevata facilità nelle procedure di registrazione. Anche Mauritius mantiene una posizione di rilievo, in particolare nel Quadro normativo (64,69) e nell’Efficienza operativa (65,44), confermandosi un hub stabile per gli investimenti.
La Banca mondiale sottolinea che per colmare il divario di efficienza e stimolare la crescita in un contesto di bassa crescita economica globale (prevista al 2,3 per cento nel 2025), i Paesi africani dovranno accelerare la digitalizzazione e migliorare la capacità attuativa delle istituzioni pubbliche.
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