di: Celine Camoin | 13 Aprile 2026
La Repubblica Democratica del Congo ha segnato una svolta storica nelle sue strategie di finanziamento internazionale con il lancio del suo primo Eurobond (obbligazione emessa in una valuta diversa da quella del Paese di emissione), rivolgendosi ufficialmente agli investitori globali. L’operazione, confermata da fonti finanziarie citate da Sika finance, prevede l’emissione di titoli con scadenze fissate a cinque e dieci anni, sfruttando un momento particolarmente propizio per l’economia di Kinshasa.
Il Paese beneficia attualmente di una congiuntura favorevole legata al boom del mercato dei metalli e al rafforzamento dei legami diplomatici con gli Stati Uniti. Secondo quanto riportato dalla testata specializzata, il governo ha deciso di ridimensionare le ambizioni iniziali che prevedevano una raccolta di 1,5 miliardi di dollari (circa 1,38 miliardi di euro). Il ministro delle Finanze, Doudou Fwamba Likunde, ha confermato che l’obiettivo attuale è fissato a 750 milioni di dollari, preferendo un approccio graduale che consenta di tornare sul mercato in una fase successiva.
Questa strategia di prudenza è stata concordata con Fondo monetario internazionale, che in un recente rapporto ha sottolineato come ogni emissione debba essere subordinata alle condizioni di mercato e alla redditività dei progetti da finanziare. L’istituzione finanziaria ha rimarcato la necessità di allineare la raccolta di capitali con la sostenibilità del debito pubblico, specialmente nel quadro del programma economico triennale avviato per il 2025.
Nonostante l’ottimismo, le autorità hanno pubblicato una circolare d’offerta che illustra i principali fattori di rischio per gli investitori. Il ministero dell’Economia e le autorità finanziarie hanno evidenziato vulnerabilità strutturali legate soprattutto al conflitto nelle regioni orientali e alla forte dipendenza dal settore minerario. Sika finance riferisce inoltre che, alla fine dello scorso anno, il 97% del debito estero congolese era costituito da finanziamenti agevolati, un profilo che questa prima uscita sui mercati internazionali mira a diversificare.
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