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Piano Mattei, ad Addis Abeba la verifica con i partner africani

di: Marco Simoncelli | 13 Febbraio 2026

Dal nostro corrispondente ad Addis Abeba

Nelle strutture dell’Addis International Convention Center oggi 13 febbraio si svolge il secondo vertice Italia-Africa, la prima edizione ospitata sul continente, in concomitanza con la 39ª Assemblea dell’Unione Africana (Ua). Proprio la coincidenza con il summit Ua rappresenta un segnale politico della volontà italiana di radicare il Piano Mattei in un dialogo multilaterale con i Paesi africani e della disponibilità di diversi partner del continente a confrontarsi con Roma su un’agenda condivisa di sviluppo.

A due anni dal lancio del Piano Mattei, che prevede un impegno complessivo di circa 5,5 miliardi di euro composto in larga parte da risorse del Fondo italiano per il clima e da fondi della cooperazione allo sviluppo riorganizzati sotto un’unica cornice strategica, il vertice etiope si presenta come una tappa di verifica dello stato di avanzamento dei progetti e dell’efficacia degli strumenti attivati.

Il Piano si concentra su energia, infrastrutture, agricoltura, acqua, formazione e sanità con l’obiettivo dichiarato di superare un modello basato sull’assistenza e puntare su partenariati e investimenti. Una componente centrale è l’utilizzo di strumenti finanziari e garanzie per attrarre capitali privati oltre la spesa pubblica italiana, secondo un modello di “leva finanziaria”. In questo quadro operano Cassa Depositi e Prestiti, Sace e meccanismi di co-finanziamento con istituzioni multilaterali come la Banca africana di sviluppo (Afdb) che ha dimostrato grande interesse.

Secondo stime governative e analisi di settore, nel corso del 2025 sarebbero state mobilitate risorse per oltre 1,3 miliardi di euro attraverso prestiti, garanzie e piattaforme di investimento, senza configurare nuova spesa diretta. Non è escluso che durante il vertice vengano forniti aggiornamenti su questi dati.

Parallelamente, l’esecutivo ha lavorato all’allineamento del Piano con il Global Gateway europeo, il programma con cui l’Unione europea punta a mobilitare fino a 300 miliardi di euro a livello globale per infrastrutture sostenibili e connessioni strategiche. Diversi progetti legati al Piano risultano oggi inseriti o coordinati in piattaforme europee e multilaterali, ampliandone la dimensione internazionale e la capacità di attrarre ulteriori risorse.

In questi due anni il numero dei Paesi coinvolti è cresciuto: dai nove iniziali si è passati a 14, con possibili ulteriori estensioni nel 2026. Tra i progetti richiamati nella seconda relazione alle Camere figurano il Corridoio di Lobito, programmi agricoli in Algeria, iniziative nel settore energetico (rinnovabili comprese), programmi di formazione tecnica e interventi sulla gestione delle risorse idriche, tema che sarà anche al centro dell’annuale summit dell’Unione Africana che si apre il giorno successivo.

Secondo quanto anticipato da Palazzo Chigi, l’incontro sarà anche un momento di ascolto delle priorità espresse dai partner africani. La presenza attesa di una ventina di capi di Stato e di governo consentirà un confronto diretto su esigenze, aspettative e ambiti di cooperazione ritenuti strategici.

Non mancano, nel dibattito pubblico, posizioni critiche e diffidenze, sia tra analisti sia in parte dell’opinione pubblica africana, che interrogano la reale capacità del Piano di produrre benefici concreti e di superare logiche asimmetriche del passato. Al tempo stesso, l’ampliamento dei Paesi coinvolti e la partecipazione ai tavoli di confronto indicano un interesse pragmatico a esplorare nuove modalità di collaborazione.

Inoltre il giorno successivo alla chiusura dei lavori Italia-Africa, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni parteciperà all”Apertura dell’Assemblea dell’Unione Africana come ospite d’onore. Si tratterà della prima partecipazione di un presidente del Consiglio italiano alla plenaria dell’Ua in questo formato, con un valore simbolico non da poco nelle relazioni tra Roma e l’organizzazione panafricana.

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