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Marocco: nuove regole Ufficio cambi facilitano investimenti

di: Celine Camoin | 15 Gennaio 2026

L’Ufficio dei cambi del Marocco ha pubblicato la nuova versione dell’Istruzione generale sulle operazioni di cambio, l’Igoc 2026. Il documento mira a fornire un quadro normativo di base più chiaro, strutturato e accessibile in merito alle operazioni di cambio in Marocco, rivolto a operatori economici, investitori e privati.

La nuova istruzione – si apprende dal portale Morocco world news – implementa misure mirate a incoraggiare gli investimenti, incrementare le esportazioni, semplificare il commercio elettronico, facilitare i viaggi d’affari, migliorare il quadro di importazione per i servizi e rafforzare gli strumenti di copertura. Introduce inoltre misure che rispondono alle esigenze individuali, promuovendo così una liberalizzazione graduale e controllata delle normative valutarie, salvaguardando al contempo i saldi esteri del Marocco.

Una componente chiave dell’Igoc 2026 è una serie di misure volte a stimolare gli investimenti, in particolare per le start-up. Le aziende certificate dall’Agenzia per lo Sviluppo Digitale (Add) sono ora autorizzate a effettuare investimenti esteri relativi alle loro attività commerciali, fino a un limite di 10 milioni di dirham (1,095 milioni di dollari) per anno solare. Queste entità sono esentate dal precedente requisito operativo triennale e dall’obbligo di sottoporre i propri bilanci alla revisione legale dei conti da parte di un revisore legale.

Il testo consente inoltre ai residenti di fornire garanzie patrimoniali e passive a investitori non residenti durante la vendita di azioni o partecipazioni azionarie. Inoltre, gli stranieri residenti che hanno investito in Marocco per almeno dieci anni e che non possono fornire la prova di un finanziamento in valuta estera sono ora autorizzati a trasferire all’estero i redditi da investimento, fino a un massimo di 2 milioni di dirham (219.000 dollari) all’anno.

La nuova istruzione introduce misure per promuovere le esportazioni e semplificare il regime di importazione per i servizi. Gli appaltatori titolari di contratti all’estero sono ora autorizzati a finanziare i propri conti in valuta estera o in dirham convertibili, nel loro ruolo di esportatori di servizi, fino all’importo dei fondi rimpatriati, con un limite del 15% del valore totale del contratto.

Per le importazioni, il regolamento consente semplificazioni di finanziamento. Anche il processo di regolamento per le importazioni di servizi è stato migliorato: le precedenti restrizioni sulle operazioni gestite dalle banche sono state rimosse, le regole sono state chiarite e l’elenco delle entità autorizzate a effettuare queste transazioni è stato ampliato.

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