di: Celine Camoin | 24 Febbraio 2026
Tripoli – La Libia accelera la ristrutturazione del proprio settore energetico e ridisegna le rotte di approvvigionamento di carburante. Secondo fonti commerciali citate dall’agenzia Reuters, Tripoli ha assegnato le nuove gare per la fornitura di benzina e diesel a grandi operatori occidentali come Vitol, Trafigura e TotalEnergies. Questa decisione segna un cambio di rotta nella politica energetica nazionale, che punta a ridurre drasticamente la dipendenza dai prodotti raffinati russi e a rafforzare i legami con i mercati europei e mediterranei.
I dati della società di analisi Kpler indicano che le esportazioni russe di carburante verso la Libia sono scese a circa 5.000 barili al giorno nel 2026, contro i 56.000 barili giornalieri registrati nel biennio 2024-2025, quando Mosca rappresentava il principale fornitore. Il calo si inserisce nel riassetto dei flussi energetici russi successivo alle sanzioni occidentali legate alla guerra in Ucraina, che hanno spinto il Cremlino a diversificare i mercati di sbocco in Africa, Asia e America Latina.
Parallelamente, nel 2026 l’Italia è diventata il primo fornitore di carburante della Libia, con circa 59.000 barili al giorno provenienti in larga parte da raffinerie mediterranee collegate agli stessi trader occidentali. Complessivamente, le importazioni libiche di prodotti raffinati si attestano su una media di circa 186.000 barili al giorno dall’inizio del 2024.
Il riposizionamento strategico avviene mentre il paese è impegnato in una fase di riabilitazione del comparto petrolifero, nel tentativo di superare quindici anni di instabilità seguiti alla caduta del regime di Gheddafi. Sebbene la produzione di greggio abbia raggiunto circa 1,4 milioni di barili al giorno, la limitata capacità di raffinazione interna continua a costringere le autorità a importare grandi volumi di carburante per soddisfare la domanda domestica.
Il passaggio dal sistema di scambio greggio-carburante a gare d’appalto aperte riflette la volontà di stabilizzare il mercato interno, attrarre investimenti per modernizzare le infrastrutture e ridurre l’esposizione geopolitica verso Mosca. La nuova strategia appare orientata a una più stretta integrazione con l’Europa e a un progressivo riallineamento con i partner occidentali. [R G]
© Riproduzione riservata



