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Libia: dibattito su accordi Eni e partnership petrolifere

di: Redazione | 28 Gennaio 2026

La recente modifica dell’accordo tra la National Oil Corporation (Noc) e la società energetica italiana Eni ha innescato un acceso dibattito sulle regole che disciplinano le partnership con le compagnie straniere in Libia. Secondo quanto riportato dalla testata Fawasel Media, l’intesa ha previsto un aumento della quota spettante a Eni del 9 per cento a fronte di un impegno di investimento congiunto di circa 3,7 miliardi di euro per lo sviluppo di giacimenti di gas offshore. Questo passaggio è considerato dagli osservatori un precedente negoziale che ha spinto altre multinazionali a chiedere la riapertura dei propri dossier per ottenere revisioni analoghe nei rapporti di ripartizione dei profitti, in un clima di apparente stabilità politica tra le diverse fazioni del Paese.

Tuttavia, l’accelerazione impressa dal Governo di unità nazionale attraverso nuovi contratti a lungo termine ha sollevato forti perplessità sul piano giuridico. A margine del vertice sull’energia di Tripoli, è stato siglato nei giorni scorsi un accordo venticinquennale con TotalEnergies e ConocoPhillips che prevede investimenti superiori ai 18,4 miliardi di euro per la Waha Oil Company, con l’obiettivo di generare ricavi netti per oltre 346 miliardi di euro. L’operazione è stata duramente contestata dall’ex ministro del Petrolio, Mohamed Aoun, il quale ha denunciato la violazione della legislazione vigente e delle prerogative della Camera dei Rappresentanti in materia di nuovi accordi internazionali.

Sulla questione è intervenuta anche la Procura generale, che ha annunciato l’apertura di indagini formali sulle modifiche ai contratti di condivisione della produzione nei campi strategici di al-Wafa e Bahr al-Salam. Nell’ambito dell’inchiesta è stato convocato l’ex capo della Noc, Farhat Bengdara, per chiarire i meccanismi di approvazione di queste varianti contrattuali. Il quadro che emerge descrive un settore petrolifero in forte fermento, dove la spinta verso la modernizzazione degli impianti e l’aumento della produzione si scontra con una complessa rete di indagini giudiziarie e resistenze normative.

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