di: Andrea Spinelli Barrile | 12 Marzo 2026
Secondo le stime preliminari della società di consulenza aziendale indipendente N’kalô, nel 2025 le scorte di anacardi lavorati in tutti i Paesi produttori dell’Africa orientale hanno raggiunto le 38.500 tonnellate: nel bollettino sul mercato africano di questa materia prima, pubblicato a inizio febbraio, l’azienda ha rivelato che questo volume rappresenta un aumento del 5% rispetto alle scorte registrate un anno prima. Questa crescita è trainata principalmente dalla Tanzania, l’unico Paese della regione in cui la lavorazione è aumentata: ne 2025, il settore tanzaniano dell’anacardio ha lavorato 20.000 tonnellate di anacardi, il livello più alto degli ultimi cinque anni. Questo stock rappresenta un aumento del 67% su base annua e rappresenta il 52% del volume totale di anacardi lavorati nell’Africa orientale.
La Tanzania, che si è affermata come il secondo produttore di anacardi in Africa dopo la Costa d’Avorio, lamenta la mancanza di investimenti nella lavorazione e, nel 2023, il governo, in collaborazione con l’azienda Arise, ha avviato la costruzione di un parco agroindustriale dedicato esclusivamente agli anacardi in un sito situato a Maranje, nella regione di Mtwara. L’ambizione dichiarata è di creare impianti di lavorazione con una capacità di lavorazione complessiva di 600.000 tonnellate a lungo termine.
Il rinnovato interesse per la lavorazione può essere spiegato dalla migliore disponibilità di materie prime sul mercato locale. Per la stagione 2025/2026, le autorità tanzaniane prevedevano un raccolto record di 700.000 tonnellate. Dopo la Tanzania, il Mozambico ha lavorato 15.000 tonnellate di anacardi nel 2025, registrando un calo del 28% su base annua, seguito da Kenya e Madagascar, dove la lavorazione è rimasta stagnante rispettivamente a 2.500 e 1.000 tonnellate.
Nonostante i progressi osservati nel 2025, i dati raccolti da N’kalô suggeriscono che il potenziale di lavorazione degli anacardi nell’Africa orientale rimane in gran parte inutilizzato: il volume lavorato nella regione è diminuito del 43% in soli cinque anni, passando da 62.750 tonnellate nel 2020 a 35.500 tonnellate nel 2024, una tendenza al ribasso che deriva principalmente dalla scarsa performance del settore mozambicano, un tempo leader nel segmento della lavorazione. A titolo di riferimento, il volume di anacardi lavorati in Mozambico ha raggiunto le 40.000 tonnellate nel 2020. Più in generale, le ragioni del declino della trasformazione in Africa orientale possono variare a seconda delle realtà di ciascun paese produttore: in Kenya, ad esempio, il basso livello di trasformazione è attribuito a un approvvigionamento insufficiente di materie prime. Secondo i dati ufficiali, il raccolto nazionale ha raggiunto solo 7.803 tonnellate nel 2024, mentre la capacità di trasformazione installata nel settore è stimata in 45.000 tonnellate.
© Riproduzione riservata




