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Kenya: Nairobi vende la Kenya pipeline company, lanciata l’Ipo

di: Andrea Spinelli Barrile | 23 Gennaio 2026

Il Kenya ha iniziato a vendere una quota del 65% della sua compagnia petrolifera pubblica, la Kenya pipeline company, con l’obiettivo di raccogliere 106,3 miliardi di scellini (708,6 milioni di euro circa), lanciando un’offerta pubblica iniziale (Ipo), al più grande in termini di valuta locale di tutta l’Africa orientale.

La vendita rientra nell’iniziativa del presidente William Ruto di disinvestire dalle aziende statali, una sorta di liberalizzazione su larga scala per cui il governo di Nairobi sta anche riducendo la sua partecipazione nell’operatore di telecomunicazioni Safaricom.

Appesantita da un elevato debito pubblico, da uno spazio limitato per aumentare le tasse e da rimborsi annuali che assorbono il 40% delle entrate statali, l’amministrazione Ruto è alla ricerca continua di nuovi modelli di finanziamento: “Dobbiamo ricorrere a meccanismi di finanziamento innovativi per finanziare i nostri progetti infrastrutturali e di servizi pubblici”, ha detto ieri il ministro delle Finanze John Mbadi durante la cerimonia di lancio dell’Ipo: “I metodi tradizionali di finanziamento del nostro bilancio, la tassazione e il debito, non hanno più spazio”.

Il governo ha fissato il prezzo dell’Ipo della Kenya pipeline company a nove scellini per azione: la vendita durerà fino al 19 febbraio e le azioni dovrebbero iniziare a essere quotate alla borsa di Nairobi il 9 marzo.

Della quota totale offerta, il 15% è riservato alle società di commercializzazione del petrolio, il 5% ai dipendenti e il resto sarà assegnato a investitori locali al dettaglio e istituzionali locali dell’Africa orientale, oltre che stranieri, con ciascuna categoria che riceverà il 20%. Il governo keniano manterrà una quota del 35% nella società e ha fatto sapere che la banca d’investimento keniota Faida sarà il consulente principale per la transazione.

Come spiega Reuters, l’Ipo della Kenya pipeline sarà la più grande della regione e supererà quella del 2008 di Safaricom, che aveva raccolto poco più di 50 miliardi di scellini.

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