di: Redazione | 11 Febbraio 2026
Si è svolta a Nairobi la prima edizione del Nairobi AI Forum. Organizzato dal governo italiano, tramite il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci), l’ambasciata d’Italia a Nairobi, con il ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) e quello dell’Università e della Ricerca (Mur), sotto l’egida del Piano Mattei per l’Africa, congiuntamente con il Kenya e il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (Undp), il Forum ha riunito oltre 500 partecipanti, tra funzionari governativi, dirigenti del settore privato, innovatori e finanziatori provenienti dall’Africa, dall’Europa e dai Paesi del G7.
L’ambasciatore italiano in Kenya, Vincenzo Del Monaco, ha inaugurato il Forum con l’inviato speciale del Kenya per la Tecnologia, Philip Thigo, e il direttore del polo digitale e di intelligenza artificiale del Programma delle Nazioni unite per lo sviluppo (Undp), Keyzom Massally. Era presente all’evento anche il vice coordinatore del Centro di attuazione del Piano Mattei, Lorenzo Ortona.
Il Nairobi AI Forum vuole essere una piattaforma in cui attori del mondo della tecnologia, del business e delle istituzioni provenienti da Kenya, Italia e altri Paesi si riuniscono per comprendere come l’Intelligenza artificiale (AI) possa essere il fondamento della crescita aziendale, dell’innovazione e dello sviluppo nazionale, con l’obiettivo di “accelerare l’adozione e l’impatto, costruendo un’infrastruttura di intelligenza artificiale verde e sostenibile con gli innovatori africani”.
L’idea è quella di proporre non una conferenza tradizionale ma una piattaforma di lavoro orientata all’esecuzione, incentrata su infrastrutture, partnership transfrontaliere e accesso ai finanziamenti. L’iniziativa integra gli obiettivi del Piano Mattei per l’Africa del governo italiano e l’obiettivo è andare oltre i progetti pilota frammentati per creare sistemi di intelligenza artificiale scalabili e specifici per il contesto, allineati alla disponibilità energetica locale, alle competenze e alle esigenze del mercato.
A meno di un anno dall’inaugurazione a Roma, anche l’AI Hub for Sustainable Development – programma lanciato durante la presidenza italiana del G7 – è stato protagonista del Nairobi AI forum, confermando il proprio ruolo di catalizzatore dell’innovazione industriale e della cooperazione internazionale.
“Il Nairobi AI Forum imprime una spinta decisiva all’innovazione industriale in Africa e rafforza in modo diretto gli obiettivi del Piano Mattei attraverso partnership strategiche e accordi operativi con gli innovatori dell’AI Hub in Kenya”, ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.
“Gli impegni assunti a Roma il 20 giugno 2025, data di avvio dell’Hub, si traducono sempre più in risultati concreti: le partnership pubblico-private con l’Agenzia Spaziale Italiana, la Kenya Space Agency, il ministero dell’Agricoltura keniota, Microsoft, Nasa Harvest e l’Undp generano impatti industriali tangibili a sostegno delle piccole imprese: questa è la risposta decisa e strategica dell’Italia alla sfida dell’innovazione globale”, ha concluso Urso.
Al centro dell’incontro l’adozione e l’implementazione dell’AI in settori strategici come agricoltura, istruzione, energia, sanità e sicurezza alimentare, affrontando le principali barriere allo sviluppo in Africa e promuovendo infrastrutture sostenibili e scalabili, ecosistemi pronti per gli investimenti, partnership strategiche e strumenti di finanziamento mirati.
Investimenti e cooperazione industriale nel settore digitale
Nel corso del forum sono state annunciate quattro nuove partnership che confermano il ruolo di catalizzatore dell’Hub a vantaggio del sistema industriale italiano e africano nello spirito del Piano Mattei. In collaborazione con la Banca Africana di Sviluppo (AfDB) e partner del settore privato, l’Undp e l’AI Hub hanno annunciato la co-progettazione dell’iniziativa “AI 10 Billion”, volta a creare fino a 45 milioni di posti di lavoro in Africa entro il 2035 attraverso investimenti mirati nell’AI e nella sua adozione. L’iniziativa prevede impegni graduali fino a dieci miliardi di dollari per alimentare l’imprenditorialità nel campo dell’AI, l’infrastruttura dei dati di base, il supporto tecnico per le politiche e gli hub continentali dell’AI.
Inoltre Harmonic Innovation Group, in collaborazione con l’AI Hub, ha lanciato un programma di accelerazione per supportare startup africane ad alta crescita nel campo dell’AI attraverso capitali, assistenza tecnica e accesso al mercato. L’iniziativa prevede una dotazione iniziale di 50 milioni di euro, la creazione del primo incubatore italiano in Africa, un focus su tecnologie per il clima, sistemi alimentari e infrastrutture pubbliche digitali, e il lancio di un corridoio di innovazione Nairobi–Italia–San Francisco–India, con il supporto del Nairobi International Financial Centre per la strutturazione degli investimenti e la certezza normativa.
Annunciata anche una nuova partnership pubblico-privata che, attraverso i dati spaziali e l’AI, potrà rafforzare la sicurezza alimentare e la resilienza climatica in Kenya, con un potenziale di espansione in tutta l’Africa. L’iniziativa, co-guidata dal governo del Kenya e dall’Italia e sostenuta dall’Agenzia spaziale keniana, dall’Agenzia spaziale italiana, dalla Nasa Harvest, da Microsoft e dall’AI Hub, creerà una base di dati geospaziali per l’agricoltura, fornendo strati standardizzati e aggiornati per la mappatura delle colture, la previsione dei rendimenti e il rilevamento precoce dei rischi climatici a beneficio di agricoltori, assicuratori, istituzioni finanziarie e agenzie pubbliche.
Infine il Competence Center, Cyber 4.0, in collaborazione con l’AI Hub, lancerà una call per rafforzare la cybersicurezza tra le startup africane di intelligenza artificiale. Il programma si avvarrà della formazione pratica del Cisco Cyber Security Center di Nairobi.

Indicatori di prontezza tecnologica per il Kenya
Nello specifico, il Kenya occupa la 65a posizione su un totale di 195 nella classifica globale del Government AI Readiness Index 2025, posizionandosi come il primo Paese nell’area dell’Africa Subsahariana. Secondo i dati riportati nell’indice stilato da Oxford Insights, la nazione ha ottenuto un punteggio complessivo di 51,1, con performance disomogenee tra i sei pilastri di valutazione.
La capacità politica ha ricevuto un punteggio di 69,00, la governance 60,63, l’adozione nel settore pubblico 62,14 e la resilienza 69,68 – ambito in cui il Kenya si attesta al ventiduesimo posto su scala mondiale -, a fronte di una valutazione di soli 39,19 punti per le infrastrutture tecnologiche e 35,92 per lo sviluppo e la diffusione, punteggio che sottolinea la necessità di colmare il divario tra la creazione di policy e l’adozione effettiva dell’Ai nelle imprese locali e nelle istituzioni di ricerca.
Sotto il profilo economico, l’ecosistema delle startup keniane ha registrato una raccolta di capitali pari a 638 milioni di dollari nel corso del 2024, dato che corrisponde a quasi il 30% dei finanziamenti totali destinati al continente africano. In ambito normativo, il governo ha pubblicato nell’ultimo anno una strategia nazionale dedicata all’intelligenza artificiale, documento che richiama esplicitamente il quadro di riferimento dell’Unione Africana (Ua) per l’uso etico e responsabile della tecnologia. Il Kenya risulta inoltre l’unica nazione della regione a far parte dell’International Network of AI Safety Institutes.
Consolidamento della presenza scientifica e diplomatica italiana
Un’altra iniziativa italiana ha animato Nairobi in questi giorni: nel corso di una missione ufficiale, la ministra italiana per l’Università e la Ricerca Anna Maria Bernini ha illustrato l’impegno di Roma nel rafforzare la cooperazione scientifica, tecnologica e didattica con i partner africani, inaugurando il primo ufficio all’estero della Fondazione italiana Med-Or nella capitale keniana.
Questo ufficio è concepito come piattaforma operativa per le attività orientate all’Africa e consentirà a Med-Or di mantenere una presenza permanente sul territorio, coordinare progetti e approfondire il dialogo con governi locali, istituzioni e attori del settore privato. Nairobi è stata scelta per il suo ruolo di polo diplomatico, tecnologico ed economico regionale per l’Africa orientale.
Nel suo intervento di apertura all’evento di inaugurazione dell’ufficio di Med-Or, Umberto Tavolato direttore dei Progetti speciali della Fondazione, ha inquadrato l’ufficio di Nairobi in una visione geopolitica più ampia: “Nel mondo incerto di oggi, l’ordine globale come lo conosciamo è di fatto finito. Ci troviamo di fronte a una scelta: o si costruisce un nuovo ordine internazionale per noi, o partecipiamo noi stessi alla sua costruzione, con l’Africa, in Africa”, ha detto.
Attualmente, la Fondazione ha un crescente portafoglio di attività in tutto il continente, che comprende progetti agricoli e di reintegrazione post-conflitto in Etiopia, formazione istituzionale e diplomatica in Somalia e programmi di sviluppo delle capacità di sicurezza informatica che coinvolgono funzionari di undici Paesi africani, tra cui il Kenya. In Kenya, Med-Or si concentra in particolare sull’economia blu e sulle iniziative legate al clima, con l’ufficio di Nairobi che funge da centro di coordinamento e distribuzione.
Questa ultima missione italiana in Kenya segna un cambiamento strategico più ampio: unire ricerca, innovazione e presenza operativa per costruire partnership a lungo termine in Africa.
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