Voglia d’Africa, anche le Pmi italiane guardano al continente

di: Tommaso Meo | 27 Marzo 2026

Le piccole e medie imprese italiane considerano l’Africa l’area geografica più promettente al mondo per i prossimi trenta anni. È quanto emerge dalla ricerca Voglia d’Africa 2026, realizzata da Human Highway e presentata a Milano presso l’Hotel dei Cavalieri. Lo studio, illustrato dal fondatore Giacomo Fusina, restituisce una fotografia del sentiment delle pmi italiane, evidenziando come una demografia dinamica e una popolazione giovane e sempre più digitale rendano il continente uno scenario strategico nel medio e lungo periodo. Tra i mercati ritenuti più attrattivi figurano il Kenya, il Senegal e il Marocco, con un interesse diffuso verso l’area dell’Africa Orientale.

Le pmi coinvolte nell’indagine, attive prevalentemente nei servizi b2b e nella consulenza, indicano nella conoscenza diretta del territorio e nelle partnership i principali strumenti di ingresso, ritenuti spesso più rilevanti dei canali istituzionali. La viceministra degli interni del Kenya, Sally Muhia Beacco, ha sottolineato le potenzialità del Paese come centro ad alto potenziale, invitando le imprese italiane a esplorare le opportunità locali. Secondo la ricerca, per avviare attività in territorio keniota, la maggioranza delle imprese ricorre a consulenti specializzati o al supporto di organizzazioni non governative radicate sul posto. Nonostante le prospettive di crescita, restano criticità legate alla burocrazia, all’instabilità politica e alle fragilità delle infrastrutture.

Elena Buscemi, presidente del consiglio comunale di Milano, e Diego Masi, presidente di Alice for Children e autore del libro “Il Secolo Africano”, hanno discusso della costruzione di un ecosistema che unisca imprese, università e centri di ricerca. Masi ha evidenziato come si stia affermando l’idea dell’Africa come naturale terreno di sviluppo internazionale in una cornice di efficienza. Nel corso dell’incontro si è approfondito il ruolo della trasformazione digitale e dello sviluppo industriale come ponte tra Italia e Africa. Tra i relatori sono intervenuti il vicepresidente dell’Associazione Italia-Corno d’Africa, Pietro Zambaiti, e il ceo di VadoinAfrica.com, Martino Ghielmi.

Un’attenzione particolare è stata rivolta alla necessità di ampliare gli strumenti finanziari, attualmente ridotti, per sostenere le imprese interessate al continente. Sul tema sono intervenuti Marco Belletti di Azimut Libera Impresa sgr, Paule Ansoleaga Abascal di Arcano Partners ed Eugenia Martini Donati di iGravity. Lo studio, patrocinato da Alice for Children, organizzazione attiva in Kenya da oltre venti anni, punta a essere il primo passo per la creazione di un osservatorio stabile a Milano dedicato al rapporto tra le pmi e l’Africa, in un momento di crescente centralità del continente negli equilibri economici globali.

© Riproduzione riservata

Articoli correlati

spot_img
spot_img

Codeway 2026

spot_img

Rubriche