di: Andrea Spinelli Barrile | 20 Maggio 2026
Il clima degli investimenti nel settore minerario del Ghana rischia di essere compromesso da revoche di concessioni, ritardi nei rinnovi e incertezza politica, che si aggiungono alle pressioni sui costi per le società minerarie. La denuncia è dell’amministratore delegato della Camera delle miniere del Ghana, Kenneth Ashigbey, che in una dichiarazione rilasciata all’agenzia Reuters dice che la revoca di alcune concessioni minerarie detenute dalla società locale Adamus resources per “presunte irregolarità”, unitamente all’incertezza sul rinnovo della concessione di Gold fields, rischia di creare l’impressione che “la sicurezza del possesso in Ghana non sia garantita”, con potenziali ripercussioni negative sugli investimenti. Il contratto di locazione per Tarkwa, una risorsa fondamentale per la società mineraria sudafricana che ha prodotto circa 427.000 once d’oro nel 2025, scadrà nel 2027, ma gli sforzi per far progredire i negoziati per il rinnovo si sono bloccati. La scorsa settimana l’Istituto per gli affari economici, un’organizzazione senza scopo di lucro con sede ad Accra, ha dichiarato questa settimana che il Ghana non dovrebbe rinnovare il contratto di locazione di Tarkwa, ma assegnarlo invece a operatori locali: “La loro proposta distruggerà la sicurezza del possesso, essenziale per lo sviluppo e la sostenibilità dell’industria mineraria”.
Questo nell’ambito di una generale ristrutturazione del settore minerario a vantaggio dello Stato: il Ghana, come altri produttori africani di materie prime, ha avviato riforme per aumentare le entrate, a fronte dell’impennata dei prezzi di minerali e metalli. Lo scorso anno, Accra ha rifiutato di rinnovare il contratto di locazione della miniera più piccola di Damang, gestita da Gold fields (che la società aveva manifestato l’intenzione di vendere) e lo ha invece assegnato all’impresa locale Engineers & olanners.
© Riproduzione riservata





