di: Celine Camoin | 4 Marzo 2026
Il blocco delle piattaforme digitali sta causando un mini terremoto economico nel Gabon, dove gli operatori di telecomunicazioni rischiano di subire perdite finanziarie enormi a causa della sospensione dei servizi. Secondo quanto riportato dalla testata Info241, la decisione della Hac (Haute autorité de la communication, ovvero l’Autorità suprema per la comunicazione) di oscurare i principali social network dal 17 febbraio ha innescato una crisi che colpisce direttamente le infrastrutture digitali locali. Le aziende del settore, tra cui i giganti Moov Africa Gabon Telecom, Airtel e Canalbox, vedono il proprio traffico dati crollare vertiginosamente, con punte di riduzione del 25% in meno di 24 ore.
Il modello di business in questa regione africana dipende in modo quasi totale dalle applicazioni di messaggistica e dai social media, che da soli generano tra il 70 e l’85% dell’intero traffico Internet mobile nazionale. La fonte sottolinea come la Hac abbia adottato questo provvedimento per forzare le multinazionali tecnologiche a rispettare gli obblighi legali nel Paese, ma le conseguenze più gravi si stanno abbattendo sulle imprese locali che operano sul territorio. I professionisti del settore interpellati da Info241 stimano che il mancato guadagno complessivo oscilli tra i 40 e i 60 milioni di franchi Cfa (circa tra i 61.000 e i 91.000 euro) per ogni singolo giorno di oscuramento digitale.
Questa situazione di stallo rischia di compromettere seriamente il futuro tecnologico della nazione, poiché i proventi derivanti dalla vendita dei dati rappresentano il motore principale per gli investimenti nelle reti di nuova generazione. L’indebolimento dei ricavi quotidiani, calcolato in una contrazione che va dal 15 al 30% della componente data, potrebbe portare al rinvio o alla cancellazione di progetti cruciali per il miglioramento della connettività. Come riporta la testata, “Volendo colpire il gigante americano Meta, sono in realità gli operatori locali che rischiano di pagare il prezzo più alto di questo braccio di ferro delle autorità gabonesi contro queste piattaforme”.
L’assenza di una data certa per la fine delle restrizioni aumenta l’incertezza per i fornitori di servizi internet, che vedono svanire la redditività dei cosiddetti pass social, pacchetti tariffari molto popolari tra gli utenti ma ora inutilizzabili. Invece di passare a tariffe internet standard più costose, la popolazione sta riducendo drasticamente il consumo globale, aggravando ulteriormente il bilancio delle compagnie telefoniche. La pressione economica crescente potrebbe costringere il governo e le autorità di regolamentazione a rivedere la propria posizione per evitare che la censura digitale si trasformi in un danno strutturale permanente per l’economia del Paese.
Il 17 febbraio, l’Alta Autorità per le Comunicazioni ha deciso di sospendere le piattaforme dei social media fino a nuovo avviso, citando l’aumento di contenuti ritenuti diffamatori, incitanti all’odio o lesivi della dignità umana, della coesione sociale e della sicurezza nazionale. Tra le piattaforme interessate figurano TikTok, YouTube e Facebook. Le autorità sottolineano che non si tratta di una chiusura totale di Internet, ma piuttosto di una misura mirata all’accesso e all’utilizzo di questi social network.
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