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Africa occidentale: fiume Senegal, nuovo progetto di navigazione

di: Enrico Casale | 5 Febbraio 2026

Il Consiglio dell’Organizzazione per lo sviluppo del bacino del fiume Senegal (Omvs) ha autorizzato l’avvio della prima fase del progetto di navigazione fluviale sul Senegal. Riunitosi a Nouakchott, il Consiglio ha annunciato che la posa della prima pietra è prevista per aprile 2026.

Nel comunicato finale, l’Organizzazione per lo sviluppo del bacino del fiume Senegal ha precisato che il Consiglio ha incaricato la Società di gestione della navigazione (Sogenav) di avviare i lavori. Il progetto di navigazione sul fiume Senegal mira a rafforzare l’integrazione regionale, facilitare gli scambi commerciali e sostenere lo sviluppo economico degli Stati membri: Mali, Mauritania, Senegal e Guinea.

A tal fine, il Consiglio ha invitato i Paesi membri ad accelerare la finalizzazione dei propri impegni finanziari. Inoltre, ha incaricato l’Alto Commissariato del bacino, in collaborazione con Sogenav, di “esplorare meccanismi di finanziamento complementari per le fasi successive del progetto”.

Il fiume Senegal, lungo circa 1.790 chilometri, nasce dalla confluenza dei fiumi Bafing e Bakoye nella regione del Fouta Djallon, in Guinea, e attraversa Guinea, Mali, Mauritania e Senegal prima di sfociare nell’Oceano Atlantico. Il suo bacino, che si estende per circa 337.000 km², ospita tra 10 e 12 milioni di persone, concentrate soprattutto lungo le sponde e nei principali centri urbani come Bakel, Kayes e Saint-Louis.

Oltre a costituire una risorsa idrica fondamentale, il fiume rappresenta un motore economico per i Paesi che attraversa. Le sue acque alimentano vaste aree agricole destinate a riso, mais, miglio e ortaggi, mentre la pesca fluviale costituisce una fonte importante di sostentamento e reddito per le comunità locali. Diversi sbarramenti, tra cui le dighe di Manantali in Mali e Diama in Senegal, forniscono energia idroelettrica, regolano le piene e garantiscono l’irrigazione dei terreni agricoli.

Negli ultimi anni, la navigazione fluviale è diventata un elemento chiave per facilitare gli scambi commerciali regionali, con un ruolo strategico per il commercio tra Mali, Mauritania, Senegal e Guinea.

Il fiume rimane anche un pilastro nella gestione delle crisi ambientali, tra siccità e alluvioni, rendendolo centrale non solo per l’economia, ma anche per la stabilità politica e la sicurezza alimentare dei Paesi del bacino. Per milioni di persone, il Senegal non è soltanto un corso d’acqua, ma un’arteria vitale che sostiene la vita e l’economia dell’Africa occidentale.

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