di: Enrico Casale | 24 Marzo 2026
L’Etiopia accelera la propria transizione energetica portando la produzione nazionale a superare la soglia dei 10 gigawatt, consolidando così il proprio ruolo di potenza rinnovabile nel Corno d’Africa. Il ministro dell’Acqua e dell’energia, Habtamu Iteffa, ha confermato, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Ena, che oltre il 96% del consumo energetico dello Stato deriva oggi da fonti pulite, posizionando la nazione tra i leader mondiali nello sviluppo verde. Al centro di questa strategia si pone la Grande diga della rinascita etiope (Gerd), infrastruttura simbolo che, nonostante le tensioni geopolitiche regionali, punta a eradicare la povertà energetica e a sostenere l’industrializzazione accelerata del Paese.
Il piano di sviluppo delineato dal ministro Habtamu Iteffa prevede una diversificazione ambiziosa del mix energetico, affiancando ai colossali impianti idroelettrici nuovi investimenti nel solare, nell’eolico e nel geotermico. L’obiettivo dichiarato dal governo è quello di costruire un sistema resiliente e a basse emissioni di carbonio, riducendo progressivamente la dipendenza dalle biomasse tradizionali che storicamente hanno alimentato le aree rurali. Per sostenere questa crescita, l’Etiopia ha investito massicciamente anche nelle infrastrutture di trasmissione transfrontaliere, con l’intento di trasformare lo Stato in un hub energetico per l’intera regione dell’Africa orientale.
L’espansione della capacità produttiva, che ha beneficiato di investimenti politici mirati e di lungo periodo, rappresenta un pilastro fondamentale per la sicurezza nazionale e la competitività economica. Secondo le stime governative, l’integrazione della Gerd nel sistema elettrico nazionale permetterà non solo di soddisfare la domanda interna, ma anche di incrementare le esportazioni di elettricità verso i Paesi vicini, generando entrate in valuta estera per centinaia di milioni di euro. Il ministro ha ribadito che lo Stato continuerà a potenziare gli sforzi in ogni fase della filiera per garantire l’accesso universale all’energia sostenibile a tutti i cittadini.
Il percorso verso una sovranità energetica priva di combustibili fossili si inserisce in una visione di sviluppo che guarda al 2050, puntando a mitigare gli impatti ambientali e a ridurre i costi economici legati alle importazioni di idrocarburi. Gli analisti internazionali osservano come queste iniziative stiano rafforzando l’influenza diplomatica di Addis Abeba, rendendo l’Etiopia un attore imprescindibile nei processi di integrazione infrastrutturale del continente africano.
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