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Codeway: A Brighter Future, Link2007 si mette a disposizione

di: Andrea Spinelli Barrile | 17 Maggio 2024

Con il progetto A Brighter Future l’organizzazione Link2007, e le Ong che ne fanno parte, si impegnano concretamente a mettere a terra l’intera esperienza maturata negli anni, concentrandosi sulla promozione del capitale umano attraverso la formazione, essenziale per creare opportunità di lavoro e crescita, dignitosi e sostenibili, sia nei Paesi di origine in Africa che in Europa. La cooperazione afro-europea del progetto A Brighter Future punta a valorizzare, costruendo partenariati regionali, il capitale umano dei giovani africani, inteso come “la risorsa più preziosa per la sostenibilità”, come detto da Roberto Ridolfi, presidente di Link2007, durante la presentazione del progetto.

A Brighter Future è stato lanciato in occasione di Codeway, la fiera della cooperazione italiana di Roma, nell’ottica di proporre nuove politiche di lungo periodo e interventi non concentrati sull’emergenza contingente, e risultati immediati, in materia di migrazioni e sviluppo: l’obiettivo è affrontare la complessità dei processi migratori, che “per l’80% sono interni al continente africano”, come ricordato da Jean Leonard Touadi durante il panel di presentazione a Codeway, comprendendo nell’approccio il loro stretto legame con i processi di sviluppo. In una parola: diaspora.

“Le rimesse finanziarie sono importanti ma più ancora lo sono le rimesse di competenza” ha detto Marco Rusconi, direttore dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics): “Siamo un paese che è una potenza di know-how e competenze, dobbiamo lavorare su questo”. Nell’ottica di intercettare, e cavalcare, i grandi impatti globali che il continente africano avrà nel prossimo futuro, economici, demografici e non solo, “dobbiamo imparare a guardare le migrazioni in chiave di opportunità” come detto dal direttore generale di Assafrica, Letizia Pizzi. Secondo Pizzi “la crescita demografica africana rappresenta opportunità di sviluppo nella formazione dei giovani, per renderli protagonisti nel continente” e mitigare così anche gli impatti delle migrazioni.

Vista da una prospettiva più africana, o perlomeno diasporica, la questione è vitale. Come, anche, piuttosto ovvia: “Le nostre competenze sono qualcosa di importante che spesso in Italia non viene valorizzato. Sono un aspetto fondamentale che spesso manca nel nesso migrazione-sviluppo. La “rimessa”, intesa come “sostegno di sopravvivenza”, è una parte sì importante ma va messa su un piano che riguarda il sostegno e non solo lo sviluppo economico” ha detto Bertrand Mani Ndongbou, presidente del Coordinamento italiano delle diaspore (Cidci). “Come diaspora facciamo molta rete, collaboriamo con le famiglie, le organizzazioni, le comunità, per mettere in piedi progetti e imprese e sostenere la stessa comunità. Al centro c’è sempre la persona” ha chiarito, manifestando tuttavia alcuni dubbi circa l’assenza di una rappresentanza della diaspora nella cabina di regia del Piano Mattei: “Ci sono personalità eminenti della diaspora che non sono state coinvolte. Non lo dico con intento polemico, la mia è una semplice osservazione”.

A Brighter Future, ha spiegato Annachiara Moltoni, direttrice della Ong Elis, è un “modello implementabile da subito” e rappresenta una “cassetta degli attrezzi per affrontare il futuro tramite un approccio al mercato del lavoro sistemico, che va a cogliere studi, mappature che ci dicono dove mercato è saturo, in quali settori quindi rivolgersi e, quindi, in quali mercati”.

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