di: Enrico Casale | 25 Febbraio 2026
Il porto autonomo di Kribi (Pak) lancerà ufficialmente domani a Yaoundé (Camerun) la Zona industriale del porto di Kribi (Kpiz), una società di progetto destinata a sviluppare una vasta zona industriale integrata su una superficie di 4.000 ettari. L’iniziativa ambisce a trasformare lo scalo marittimo da semplice hub logistico a polo di produzione industriale, con un investimento complessivo stimato in 795 milioni di euro.
Il progetto nasce da un partenariato strategico tra il Pak e un consorzio di operatori privati che comprende Africa Global Logistics (Agl), Arise Integrated Industrial Platforms (Arise Iip) e Belmont investments (società facente capo all’imprenditore camerunense Colin Mukete). Lo sviluppo della zona industriale avverrà per fasi e si concentrerà su settori chiave per l’economia dello Stato, tra cui l’agroindustria, il tessile, la metallurgia, la lavorazione del legno e l’industria ittica, in linea con la Strategia nazionale di sviluppo 2030.
La prima fase dei lavori richiederà investimenti per 400 milioni di euro, finanziati in gran parte da partner internazionali come la Banca africana di sviluppo, l’Unione europea (attraverso il programma Global gateway) e la Società finanziaria internazionale del gruppo della Banca mondiale. Nonostante alcuni ritardi nelle negoziazioni che hanno portato all’uscita dal consorzio del gruppo marocchino Tanger Med Special Agency, il lancio della Kpiz segna un passo decisivo per trattenere maggior valore aggiunto nel Paese, trasformando localmente le materie prime che oggi transitano per il porto prevalentemente allo stato grezzo.
Il ministro delle Finanze e le autorità locali ripongono grandi aspettative in questo progetto, che mira a creare sinergie tra le imprese e a incentivare l’innovazione attraverso la creazione di distretti industriali specifici. Il porto di Kribi, operativo dal 2018, ha già attratto investimenti per 600 milioni di euro da parte di aziende private. Il presidente della Repubblica considera il consolidamento di questo polo strategico fondamentale per garantire la crescita economica e la resilienza dello Stato nei prossimi decenni.
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