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Benin: Fitch, outlook positivo per crescita e disciplina fiscale

di: Stefano Samo | 21 Gennaio 2026

L’agenzia Fitch ha portato da “stabile” a “positivo” l’outlook associato al rating sovrano del Benin, confermando il rating a lungo termine sulle valute estere a B+. “La revisione dell’outlook riflette le solide prospettive di crescita economica del Benin e l’impegno delle autorità a mantenere una politica fiscale prudente, che sostiene una traiettoria di calo del rapporto debito pubblico/Pil nel medio termine – si legge nel comunicato dell’agenzia di rating – anche l’Idr B+ del Benin riflette un record di riforme strutturali, a sostegno della graduale diversificazione dell’economia e una composizione favorevole del debito”.

Nella nota Fitch stima che la crescita del Pil del Benin sia stata del 7,5% nel 2025 e prevede che rimarrà superiore al 6,5% nel 2026-2027. Una crescita “trainata da un continuo aumento della produzione agricola, da una maggiore produzione industriale e dall’espansione di servizi come il turismo e attività promosse dal porto di Cotonou e da grandi progetti infrastrutturali”. Inoltre “l’economia ha dimostrato resilienza agli shock esterni, tra cui la chiusura del confine con il Niger e la cancellazione dei sussidi al carburante in Nigeria”.

Un altro punto evidenziato dall’agenzia di rating è la disciplina di bilancio: Fitch stima un disavanzo pubblico del 3,1% del Pil nel 2025, in linea con lo standard del 3% dell’Unione economica e monetaria dell’Africa Occidentale (Uemoa), che dovrebbe rimanere complessivamente stabile fino al 2027, con aumenti della spesa, in particolare degli investimenti, compensati da maggiori entrate fiscali, previste al 15,8% del Pil. Questa combinazione di crescita e disciplina fiscale consente di prevedere una graduale riduzione del debito pubblico, stimato da Fitch al 51,8% del Pil nel 2025 e destinato a scendere al 49,8% fino al 2027.

Nella nota Fitch afferma che “il tentato colpo di stato militare del 2025, sebbene sventato dalle autorità, evidenzia un potenziale rischio politico interno” così come “le minacce provenienti da gruppi islamisti nel nord evidenziano persistenti rischi per la sicurezza”. In vista delle elezioni presidenziali in programma ad aprile, l’agenzia di rating afferma che potrebbero aumentare le tensioni, “ma il nostro scenario di base è che eventuali interruzioni saranno contenute e non avranno un impatto significativo sull’economia o sulla direzione della politica economica”.

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