di: Andrea Spinelli Barrile | 26 Febbraio 2026
Il Benin ha annunciato che quest’anno trasformerà quasi 50.000 tonnellate di anacardi, in aumento rispetto alle circa 13.000 tonnellate di soli cinque anni fa. Lo riportano i giornali beninesi, secondo cui questo traguardo è il risultato di una strategia volta a strutturare i settori agricoli, a migliorare la stabilità degli operatori del settore e a risalire la catena del valore per renderlo un settore strategico.
Dal 2016 in poi, la modernizzazione dei settori agricoli è stata integrata nel Programma d’azione del governo, con particolare attenzione alla trasformazione locale e al potenziamento della produzione: la riforma del quadro di commercializzazione, la progressiva professionalizzazione delle organizzazioni di produttori e l’implementazione di meccanismi di tracciabilità hanno contribuito nel tempo a strutturare il settore dell’anacardio, che appare oggi come uno dei settori in cui la trasformazione è più strutturata.
Tra il 2020 e il 2025, le capacità locali sono quasi quadruplicate, riflettendo una significativa accelerazione per un settore storicamente orientato alle esportazioni di materie prime: questo volume è ancora molto inferiore a quello della Costa d’Avorio, le cui capacità di lavorazione superano le 600.000 tonnellate, ma il percorso del Benin sembra destinato a durare nel campo.
Mentre l’Africa rappresenta oltre la metà della produzione mondiale di anacardi, solo una quota marginale, inferiore al 10%, viene trasformata localmente, il che riduce significativamente il valore aggiunto trattenuto dalle economie produttrici.
La crescita del settore della trasformazione in Benin si basa in gran parte sulla crescita della Zona industriale di Glo-Djigbé (Gdiz), dove si concentra una quota significativa dei recenti investimenti nell’agroindustria e che è ora il principale polo di lavorazione degli anacardi del Paese. L’infrastruttura logistica e industriale sviluppata consente di trasformare le noci grezze in gherigli destinati all’esportazione, rafforzando la competitività del Paese sui mercati internazionali.
Questo posizionamento rientra in una strategia più ampia volta a promuovere l’industrializzazione della produzione agricola: la trasformazione locale non solo aumenta i ricavi delle esportazioni, ma contribuisce anche a strutturare filiere più integrate, dalla produzione all’esportazione di prodotti semilavorati o finiti.
Per la stagione 2025-2026, i ministeri dell’Agricoltura e del Commercio hanno fissato il periodo ufficiale di commercializzazione tra il 6 febbraio e il 30 settembre 2026, consentendo agli acquirenti di comprare gli anacardi direttamente dai produttori.
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