di: Enrico Casale | 27 Marzo 2026
La produzione di mele nel Comune di Humpata, nella provincia di Huila, si avvia a superare le 350 tonnellate entro maggio, confermando il rilancio del settore agricolo nel sud dell’Angola. Il risultato, frutto della raccolta della prima stagione dell’anno, segna un passo avanti decisivo per l’economia del Paese, che punta a ridurre progressivamente la dipendenza dalle importazioni di frutta dall’estero.
Il distretto di Humpata, situato a un’altitudine che favorisce la coltivazione di varietà pregiate, ospita attualmente 32 aziende agricole strutturate e oltre 100 piccoli produttori familiari. Nonostante le difficoltà legate all’approvvigionamento di fertilizzanti e ai costi dei macchinari, la resa dei frutteti è stata superiore alle aspettative. Il valore di mercato della produzione stimata si aggira intorno ai 450.000 euro, una boccata d’ossigeno per le comunità locali che vedono nel settore della frutticoltura una fonte stabile di impiego.
Il ministro dell’Agricoltura e delle foreste, Antonio Francisco de Assis, ha espresso soddisfazione per i progressi compiuti, sottolineando come lo Stato angolano stia lavorando per migliorare la catena del freddo e la logistica dei trasporti. La mancanza di magazzini refrigerati adeguati resta tuttavia una criticità, poiché costringe i coltivatori a immettere rapidamente il prodotto sul mercato, spesso a prezzi inferiori rispetto a quelli della merce importata dal Sudafrica o dal Portogallo, che mediamente costa al consumo circa tre euro al chilogrammo.
Oltre alle mele, l’area di Humpata si sta distinguendo per la produzione di pere e pesche, con l’obiettivo di rifornire non solo i mercati della capitale Luanda, ma anche di avviare le prime esportazioni verso i Paesi vicini della Comunità di sviluppo dell’Africa meridionale. Gli investimenti privati, sostenuti da linee di credito agevolate, stanno permettendo l’introduzione di nuovi sistemi di irrigazione a goccia, essenziali per contrastare i periodi di siccità che ciclicamente colpiscono la regione. La sfida per il prossimo triennio sarà quella di raddoppiare la superficie coltivata, portando la produzione annua a superare la soglia delle 1.000 tonnellate.
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