di: Enrico Casale | 25 Marzo 2026
L’Algeria ha avviato una profonda trasformazione del proprio modello di sviluppo attraverso una vera e propria rinascita mineraria, puntando a diversificare l’economia nazionale e a ridurre la dipendenza dagli idrocarburi. La notizia emerge dal nuovo piano d’azione promosso dal presidente della Repubblica, Abdelmadjid Tebboune, che mira a trasformare il Paese in un hub minerario strategico a livello internazionale entro i prossimi anni.
Il processo di modernizzazione poggia su tre grandi progetti strutturanti che promettono di cambiare il volto industriale della nazione. Il primo riguarda la miniera di ferro di Gara Djebilet, considerata una delle più grandi al mondo, fondamentale per garantire la sovranità siderurgica. A questo si aggiunge il progetto integrato per l’estrazione del fosfato a Bled El Hadba, che punta a inserire l’Algeria tra i principali produttori mondiali di fertilizzanti. Infine, il giacimento di zinco e piombo di Oued Amizour, con riserve stimate in oltre 34 milioni di tonnellate, permetterà di coprire l’intero fabbisogno nazionale e alimentare le esportazioni.
Il governo ha messo in campo investimenti massicci, convertendo in euro cifre che superano i sette miliardi di euro per le sole infrastrutture ferroviarie e logistiche collegate ai siti estrattivi. Il ministro dell’Energia e delle miniere, Mohamed Arkab, ha sottolineato come il nuovo quadro legislativo sia stato concepito per attrarre capitali esteri e accelerare i tempi di esplorazione. Secondo le stime della Banca mondiale, grazie a queste riforme, l’Algeria è già stata riclassificata tra le economie a reddito medio-superiore, con un Prodotto interno lordo che ha mostrato una crescita costante negli ultimi dodici mesi.
La strategia non si limita all’estrazione, ma punta sulla valorizzazione in loco delle materie prime per creare valore aggiunto e nuovi posti di lavoro, specialmente nelle aree più isolate. In questo contesto, lo Stato sta potenziando la rete di trasporti verso l’Africa occidentale, integrando i progetti minerari con la Zona di libero scambio continentale africana. Gli esperti del settore concordano sul fatto che questa transizione non sia solo economica, ma rappresenti una sfida geopolitica vinta per consolidare il ruolo di primo piano del Paese nel bacino del Mediterraneo e nel continente africano.
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