di: Andrea Spinelli Barrile | 13 Aprile 2026
La Banca mondiale ha indicato il birr etiope e la sterlina sudsudanese come le valute africane che nel 2025 hanno avuto le peggiori performance, dovute alle difficoltà politiche e macroeconomiche che le due economie stanno affrontando. Lo si apprende da una nota ufficiale dell’ente multilaterale.
Nel 2025, birr e sterlina sudsudanese hanno perso rispettivamente il 18% e il 15% del loro valore, su base annua, cali che la banca attribuisce principalmente all’interruzione delle esportazioni di carburante a Juba e all’ampliamento del differenziale di prezzo nel mercato valutario parallelo etiope.
In Sud Sudan, “con una disponibilità limitata di valuta estera per pagare le importazioni, il costo dei beni è aumentato vertiginosamente e l’inflazione si è manutenuta intorno a livelli a tre cifre dalla metà del 2024 alla metà del 2025” scrive la Banca, che cita anche la cattiva gestione delle entrate petrolifere, l’indisciplina fiscale e l’intensificarsi di operazioni di speculazione valutaria, che hanno ulteriormente esacerbato la situazione.
Differente la situazione per il birr: in Etiopia la pressione sulla valuta è andata avanti nonostante la continua liberalizzazione del mercato dei cambi, con il premio sul mercato parallelo che ha raggiunto valori a due cifre. In risposta, la Banca nazionale etiope ha continuato a promuovere misure volte a sviluppare un mercato dei cambi più competitivo, innalzando ad esempio i limiti sulle transazioni in conto corrente.
Al contrario le valute africane, spiega la Banca mondiale, si sono generalmente rafforzate, sostenute da condizioni finanziarie globali e nazionali accomodanti, da maggiori afflussi di valuta estera e da maggiori ricavi dalle esportazioni.
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