di: Andrea Spinelli Barrile | 5 Gennaio 2026
Nel 2026 la maggior parte delle economie in più rapida crescita saranno in Africa, con tassi di crescita del Prodotto interno lordo superiori al 6%. Lo rivela una previsione del Fondo monetario internazionale citata da Africanews.
Il Fondo monetario internazionale (Fmi), già a ottobre, ha detto che la crescita economica dell’Africa aumenterà più rapidamente rispetto alla media globale, trainata da esplorazioni minerarie critiche, digitalizzazione e investimenti infrastrutturali, nonostante rischi come cambiamenti climatici, debito e cambiamenti nelle politiche commerciali. La crescita sarà guidata da Paesi ad alte prestazioni come Senegal, Etiopia e Ruanda, sebbene economie importanti come Nigeria e Sudafrica registrino tassi di crescita specifici più lenti
I tassi di crescita in Paesi come Ruanda, Uganda ed Etiopia supereranno il 7%, mentre Sud Sudan e Guinea raggiungeranno una crescita del Pil a due cifre grazie al boom della produzione di petrolio e minerali. Allo stesso tempo, secondo gli esperti del Fmi, l’Africa dovrebbe prestare attenzione all’impatto di fattori negativi come gli effetti del riscaldamento globale, l’instabilità politica e l’elevato debito estero.
Entro il 2026, i Paesi del continente dovranno rimborsare ai creditori quasi 95 miliardi di dollari. Nazioni come il Kenya saranno costretti a destinare fino al 20% del loro bilancio al servizio del debito estero e nonostante l’afflusso di investimenti esteri, alcuni paesi, come la Repubblica centrafricana, rimarranno tra i meno elettrificati del pianeta. Secondo il consigliere del ministro delle Finanze ghanese Theopilus Acheampong, intervenuto alla trasmissione Business Africa proprio su Africanews, stretti dai maggiori costi di indebitamento, i Paesi in via di sviluppo sperano che la prospettiva di un calo dei tassi di interesse possa portare un po’ di respiro.
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