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Africa: nel fine settimana il 39° Summit dell’Unione Africana, tra acqua, conflitti e sfide istituzionali

di: Marco Simoncelli | 13 Febbraio 2026

(dal nostro corrispondente) Addis Abeba si prepara ad accogliere la 39ª Assemblea dell’Unione Africana il 14 e 15 febbraio nella sede dell’organizzazione continentale, un appuntamento che riunisce i capi di Stato e di governo dei 55 Paesi membri in un contesto segnato da persistenti crisi di sicurezza, fragilità istituzionale e crescenti pressioni finanziarie.

Il vertice è convocato sotto il tema ufficiale “Assuring Sustainable Water Availability and Safe Sanitation Systems to Achieve the Goals of Agenda 2063”, che pone la sicurezza idrica e l’accesso ai servizi igienico-sanitari sicuri al centro delle priorità politiche e di sviluppo del continente per il 2026. Il tema riflette l’urgenza di affrontare sfide strutturali: secondo stime della società civile africana e delle agenzie multilaterali, oltre 400 milioni di persone non hanno accesso ad acqua potabile di base e più di 700 milioni sono prive di servizi igienico-sanitari gestiti in modo sicuro, condizioni che ostacolano salute pubblica e sviluppo socio-economico.

Per gli esperti, il summit arriva in un periodo in cui l’Unione Africana è chiamata a confrontarsi con conflitti ancora aperti in diverse regioni, tra cui il Sudan, il Sud Sudan e parti della Repubblica Democratica del Congo, mentre nel Sahel persiste l’instabilità. Parallelamente, l’organizzazione ha dovuto gestire una nuova ondata di colpi di Stato e tentativi di rottura dell’ordine costituzionale, alimentando un dibattito sull’efficacia e sulla coerenza delle sue procedure di sospensione e riammissione.

Sul fronte istituzionale, il summit segna un passaggio di leadership: il presidente della Commissione dell’Unione Africana, Mahamoud Ali Youssouf, presiede il suo primo grande vertice dopo un anno di mandato, mentre il presidente del Burundi Evariste Ndayishimiye assume la presidenza di turno dell’organizzazione dopo l’angolano João Lourenço. Il summit sarà inoltre l’ultimo a cui parteciperà per il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres nel suo attuale incarico, in scadenza a fine 2026.

Una delle sfide più evidenti, secondo diversi analisti, riguarda la sostenibilità finanziaria dell’istituzione continentale. L’Unione Africana dipende in maniera significativa dai finanziamenti esteri per il suo funzionamento (circa il 64% dei 700 milioni di dollari del bilancio annuale) ed è stata colpita dai tagli al sostegno dei donatori internazionali, in particolare Stati Uniti e Unione Europea. Ciò riapre il dibattito sulla necessità di rafforzare l’autonomia finanziaria dell’ente, ritenuta cruciale per sostenere mediazione, sviluppo e integrazione regionale.

Non sono attese svolte decisive sui principali dossier di sicurezza, ma il vertice offrirà l’occasione per ribadire impegni politici comuni, discutere riforme istituzionali e valutare strumenti per coordinare meglio le azioni tra Stati membri nelle aree della pace, della governance e dei servizi essenziali.

Nel quadro dei lavori, la plenaria vedrà la partecipazione come ospite d’onore della presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni, presente ad Addis Abeba al termine del vertice Italia-Africa tenutosi il giorno precedente. Si tratta della prima partecipazione di un presidente del Consiglio italiano alla plenaria dell’UA in questo formato, un elemento simbolico nelle relazioni tra Roma e l’organizzazione panafricana.

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