di: Michele Vollaro | 16 Febbraio 2026
All’indomani del secondo vertice Italia-Africa, svoltosi venerdì per la prima volta in territorio africano, la stampa internazionale segnala come il Piano Mattei sia passato da una fase di enunciazioni politiche a una di operatività concreta. Le principali testate estere, dall’agenzia statunitense Associated Press al quotidiano francese Le Monde, leggono l’appuntamento di Addis Abeba come il tentativo di Roma di stabilire un nuovo paradigma di cooperazione, basato su investimenti paritari anziché su logiche assistenziali.
Secondo un’analisi pubblicata da Euronews, il vertice ha rappresentato per l’Italia una finestra di opportunità per assumere una posizione di leadership europea nel continente, approfittando del parziale disimpegno degli Stati Uniti e delle difficoltà incontrate dalla Francia nel mantenere le proprie posizioni storiche. Diversi osservatori hanno sottolineato come la strategia italiana si inserisca in una visione mediterranea più ampia, volta a fare del Paese un hub energetico tra le due sponde del mare, con l’Algeria nel ruolo di partner privilegiato.
Sul piano dei risultati, la testata specializzata in cooperazione internazionale Devdiscourse e l’agenzia Ap evidenziano che il piano ha coinvolto ormai 14 Paesi africani con circa cento progetti avviati, citando tra i più rilevanti il sostegno al Corridoio di Lobito, l’infrastruttura ferroviaria strategica che collegherà le regioni minerarie dello Zambia e della Repubblica Democratica del Congo al porto angolano di Lobito, per il quale l’Italia ha stanziato un prestito di 250 milioni di euro. Altre iniziative riguardano la gestione idrica resiliente in Etiopia e lo sviluppo agricolo in Angola, finanziati attraverso il Fondo italiano per il clima e la Banca africana di sviluppo (Afdb).
Il nesso tra investimenti e contenimento dei flussi migratori resta un punto centrale dell’analisi dei media internazionali. Le testate francesi Rfi e TV5Monde notano come il governo italiano punti a offrire alternative economiche ai giovani africani per contrastare le partenze, un approccio che ha riscosso il plauso pubblico del presidente angolano Joao Lourenço. Nonostante alcune voci di scetticismo riportate da Jeune Afrique sulla sovrapposizione temporale con il summit dell’Unione Africana, la partecipazione massiccia dei leader africani è stata interpretata come un segnale di pragmatismo e di interesse per uno stile diplomatico definito “diretto e dignitoso” dalle stesse istituzioni continentali.
Alcune testate, tra cui Rfi ed Euronews, invitano tuttavia alla cautela sulla reale efficacia a lungo termine, segnalando la necessità di affinare le procedure di monitoraggio e di garantire una maggiore trasparenza nella selezione dei progetti. Resta inteso che, per la stampa estera, il successo finale del vertice dipenderà dalla capacità italiana di trasformare i finanziamenti promessi in trasformazioni strutturali durature per le economie locali.
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