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Africa centrale: futuro incerto, nonostante le grandi ricchezze

di: Gianfranco Belgrano | 2 Gennaio 2026

La Comunità Economica e Monetaria dell’Africa Centrale si trova oggi di fronte a un bivio storico che rischia di comprometterne il futuro sviluppo. È quanto emerge dalla nona edizione del Barometro economico della Cemac, il rapporto semestrale pubblicato a dicembre dalla Banca Mondiale. L’analisi dipinge il quadro di una regione ricca di risorse ma intrappolata in una contraddizione strutturale: mentre la ricchezza complessiva degli Stati aumenta, quella pro capite diminuisce, schiacciata da una crescita demografica che corre molto più velocemente della capacità dei governi di accumulare e ridistribuire risorse. Il documento esamina le performance di Camerun, Gabon, Guinea Equatoriale, Repubblica del Congo, Repubblica Centrafricana e Ciad, evidenziando come l’abbondanza di materie prime non si stia traducendo in benessere diffuso.

Ripresa fragile e divari interni

I numeri presentati dall’istituto di Washington certificano una ripresa economica ancora troppo fragile. Dopo aver registrato una crescita del 3% nel 2024, le proiezioni per il 2025 indicano un rallentamento al 2,8%, un dato che appare particolarmente debole se confrontato con il dinamismo dell’area Uemoa (Africa occidentale), dove si prevede un balzo del 6,2%. Le disparità interne restano marcate: se economie come quella del Camerun, della Repubblica Centrafricana e del Congo mostrano segnali di vitalità, il Ciad e il Gabon faticano a tenere il passo, mentre la Guinea equatoriale rischia addirittura la contrazione. Il dato più allarmante, tuttavia, riguarda la crescita del reddito pro capite, che nel 2025 dovrebbe attestarsi su un risicato 0,2%.

Povertà diffusa, inflazione alta e finanze pubbliche sotto pressione

Il contesto sociale rimane critico. Secondo il Rapporto, il 37% dei 65 milioni di abitanti della regione vive ancora in condizioni di povertà estrema, con meno di tre dollari al giorno. L’inflazione, pur essendo scesa al 3,9% nel marzo 2025, rimane al di sopra della soglia di convergenza regionale fissata al 3%, erodendo il potere d’acquisto delle famiglie. A questo si aggiunge la fragilità delle finanze pubbliche: il calo delle entrate dalle materie prime e l’aumento della spesa hanno generato un deficit di bilancio regionale, con un debito pubblico che in Congo e Gabon ha ormai superato la soglia di guardia del 70% del Pil, limitando drasticamente i margini di manovra dei governi per rispondere a eventuali shock esterni.

Il paradosso della ricchezza

Il cuore dell’analisi della Banca Mondiale risiede però in quello che viene definito il paradosso della ricchezza. Osservando un arco temporale lungo, dal 1995 al 2020, si scopre che la ricchezza totale della zona Cemac è aumentata del 75%, trainata principalmente dagli investimenti in infrastrutture e capitale umano. Tuttavia, nello stesso periodo, la ricchezza pro capite è crollata del 20%. Questo fenomeno si spiega non solo con il boom demografico, ma anche con il deterioramento della qualità della ricchezza stessa: il capitale naturale rinnovabile è sceso dal 49% al 32% del totale. In pratica, secondo la Banca Mondiale, la crescita economica degli ultimi decenni è stata finanziata consumando le risorse ambientali senza reinvestire a sufficienza per compensarne l’esaurimento.

Un tesoro ancora da valorizzare

Eppure, la regione custodisce un tesoro dal valore inestimabile. I Paesi della Cemac ospitano gran parte delle foreste del Bacino del Congo. Il rapporto stima che il valore dei servizi di ritenzione del carbonio offerti da queste foreste ammonti a circa 209 miliardi di dollari, una cifra che vale quasi due volte e mezzo il Pil dell’intera regione registrato nel 2020. La Repubblica del Congo, il Gabon e il Camerun detengono le quote più significative di questo patrimonio naturale. Tuttavia, si tratta di una ricchezza che resta per ora in gran parte teorica: ostacoli tecnici, legali e commerciali impediscono ancora a questi Stati di monetizzare efficacemente sui mercati internazionali i servizi ecosistemici che offrono al pianeta.

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