di: Andrea Spinelli Barrile | 14 Aprile 2026
Gli aiuti pubblici allo sviluppo (Aps) hanno subito un calo senza precedenti nel 2025, attribuibile principalmente ai mancati versamenti dei maggiori donatori mondiali. Lo si apprende da un comunicato stampa dell’Organizzazione mondiale del commercio (Ocse), secondo cui il calo complessivo degli aiuti pubblici allo sviluppo è dovuto in gran parte alla riduzione degli aiuti dai cinque principali donatori del Comitato di assistenza allo sviluppo (Dac), ovvero Germania, Stati Uniti, Regno Unito, Giappone e Francia. Questi Paesi da soli rappresentano il 95,7% del calo e solo gli Usa rappresentano quasi i tre quarti di questo calo, con una diminuzione record del 56,9% del loro contributo. Al contrario, la Germania è diventata, per la prima volta, il principale contributore al Dac, con 29,1 miliardi di dollari.
L’Ocse sottolinea che i tagli hanno colpito in particolare gli aiuti bilaterali e i finanziamenti al sistema delle Nazioni Unite: l’aiuto pubblico allo sviluppo bilaterale è diminuito del 26,4%, mentre gli aiuti multilaterali sono calati del 12,7%. I contributi principali alle Nazioni unite hanno subito un calo storico del 27%, mentre i finanziamenti per la Banca mondiale e le banche regionali di sviluppo sono aumentati.
Gli aiuti destinati ai programmi di sviluppo, inclusi progetti e cooperazione tecnica, hanno subito una contrazione record del 26,3%, interrompendo la dinamica di crescita osservata tra il 2019 e il 2023. Anche gli aiuti umanitari non sono stati risparmiati, con una diminuzione del 35,8%, mentre sono calate anche le spese relative all’accoglienza dei rifugiati nei paesi donatori.
Il rapporto evidenzia anche una significativa riduzione dei flussi verso alcune regioni prioritarie: gli aiuti pubblici allo sviluppo bilaterali all’Ucraina sono diminuiti del 38,2%, quelli ai paesi meno sviluppati del 25,8% e quelli all’Africa subsahariana del 26,3%. Nonostante ciò, l’Ucraina rimane il principale beneficiario a livello mondiale, con 44,9 miliardi di dollari, in gran parte grazie ai contributi delle istituzioni europee.
In questo contesto, l’Ocse mette in guardia contro una tendenza al ribasso prolungata. Dopo essere aumentato del 32,7% tra il 2019 e il 2023, l’Aiuto pubblico allo sviluppo è diminuito del 6,1% nel 2024, poi del 23,1% nel 2025, scendendo al di sotto del livello del 2019. Le proiezioni indicano un’ulteriore diminuzione del 5,8% nel 2026, in un contesto di vincoli di bilancio e crescenti tensioni geopolitiche. L’organizzazione è preoccupata per le conseguenze di queste battute d’arresto sui paesi in via di sviluppo, in particolare in termini di finanziamento dello sviluppo e di capacità di mobilitare investimenti sostenibili.
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