di: Enrico Casale | 7 Aprile 2026
Il brusco calo dei prezzi internazionali del cacao torna a mettere in allarme i principali Paesi produttori e l’Organizzazione internazionale del cacao (Icco), che avverte sui rischi per milioni di agricoltori e per la stabilità dell’intera filiera.
Dopo aver toccato livelli record nel 2024 e nel 2025, le quotazioni hanno subito un’inversione repentina: in pochi mesi il prezzo della tonnellata è precipitato fino a circa 2.900 dollari, segnando una contrazione superiore al 70% rispetto ai picchi precedenti. Alla base del crollo vi sono prospettive di offerta in aumento, condizioni climatiche più favorevoli e una domanda meno dinamica.
Secondo l’Icco, la forte volatilità del mercato rischia di colpire duramente i piccoli produttori, in particolare in Africa occidentale, dove si concentra la maggior parte della produzione mondiale. La diminuzione dei prezzi internazionali si riflette già a livello locale: in Costa d’Avorio, primo produttore globale, il prezzo riconosciuto ai coltivatori è stato ridotto di circa il 60%.
Di fronte a questa situazione, i Paesi membri dell’organizzazione hanno espresso crescente preoccupazione e deciso di coordinare una risposta comune. È previsto un incontro ad alto livello per valutare misure volte a contenere l’impatto della crisi e stabilizzare i redditi degli agricoltori.
Tra le ipotesi allo studio figurano nuovi meccanismi di regolazione dei prezzi, rafforzamento delle politiche di stoccaggio e iniziative per garantire un reddito minimo ai produttori. L’obiettivo è evitare che il crollo delle quotazioni comprometta la sostenibilità economica e sociale di una filiera da cui dipendono milioni di famiglie.
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