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Europa e Africa unite sempre più dal Gnl

di: Andrea Spinelli Barrile | 18 Marzo 2026

I ministri dell’energia di Senegal, Guinea Equatoriale, Nigeria e Repubblica del Congo si incontreranno ad aprile a Parigi, in Francia, nell’ambito del Forum Invest in African Energy (Iae), un’iniziativa volta a promuovere le crescenti capacità del continente nel settore del gas naturale liquefatto (Gnl) e attrarre investimenti e accordi di fornitura a lungo termine con acquirenti europei.

A seguito dell’interruzione dei flussi di gasdotti russi, l’Europa si è rivolta sempre più al Gnl africano per colmare il proprio deficit energetico, anche e soprattutto su impulso italiano: in particolare, l’Europa ha iniziato ad aumentare l’importazione di inventi quantitativi di gas dagli Stati Uniti, dal Qatar e, in misura sempre crescente, dall’Africa e sebbene la quota africana rimanga ancora limitata a livello europeo (meno a livello italiano), la sua importanza è in aumento. Le compagnie energetiche europee stanno infatti cercando di diversificare le proprie fonti e ridurre i rischi geopolitici: in quanto principale esportatore africano, la Nigeria è un attore chiave nel mercato del Gnl, soprattutto per i terminal situati nella penisola iberica. Il Portogallo già si rifornisce di Gnl per oltre la metà del suo fabbisogno dalla Nigeria e anche la Spagna è tra le principali destinazioni dei carichi nigeriani. Si prevede che l’ampliamento del progetto Nigeria Lng train 7 aumenterà la capacità di esportazione nei prossimi anni.

La Guinea Equatoriale, dal canto suo, esporta il suo Gnl attraverso l’impianto di Punta Europa, mentre nuovi progetti nel settore del gas mirano a rafforzare l’approvvigionamento di materie prime; anche la Repubblica del Congo sta sviluppando le proprie ambizioni con il progetto Congo Lnl, la cui seconda fase dovrebbe aumentare la capacità di esportazione a circa tre milioni di tonnellate all’anno. Più recentemente, il progetto di estrazione di gas offshore Greater tortue ahmeyim, sviluppato congiuntamente da Senegal e Mauritania, ha avviato la produzione e l’esportazione di Gnl nel 2025, segnando un passo significativo per l’ingresso dell’Africa occidentale nei mercati globali del gas.

Grazie alla sua vicinanza geografica all’Europa e alle rotte marittime meno esposte alle zone di conflitto, il Gnl africano appare a molti acquirenti europei come un’alternativa più sicura e veloce rispetto ad alcuni carichi provenienti dal Medio Oriente: al forum di Parigi, i leader africani cercheranno di trasformare il crescente interesse dell’Europa in investimenti, contratti di acquisto e partenariati sostenibili, nel contesto della ristrutturazione del mercato energetico globale.

In questo quadro manca il Mozambico e la spiegazione è altrettanto interessante, oltre che strategica: entro il 2028, il Mozambico dovrebbe superare i 7 milioni di tonnellate di gas naturale liquefatto l’anno, grazie soprattutto ai progetti offshore di Eni, che tuttavia vende tutto il gas estratto a Bp, che lo trasporta via nave quasi interamente verso l’Asia e in maniera molto marginale verso l’Europa. Una dinamica che, secondo molti analisti, rischia di saturare oltremodo il mercato globale del gas.

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