di: Celine Camoin | 4 Marzo 2026
Un’imponente operazione di polizia condotta in sedici nazioni in Africa ha portato allo smantellamento di una vasta rete di truffatori informatici. Secondo quanto riportato dalla testata Africa24 tv, l’azione internazionale coordinata da Interpol (International criminal police organization) tra l’8 dicembre 2025 e il 30 gennaio, denominata Red card 2.0, ha permesso l’arresto di 651 sospettati legati alla criminalità digitale.
Le indagini hanno consentito alle forze dell’ordine di recuperare 4,1 milioni di euro, bloccando un vasto sistema di frodi online che aveva già causato perdite stimate in 42,9 milioni di euro. I raggiri, che spaziavano dai falsi investimenti alle applicazioni di prestito fraudolente fino alle truffe tramite piattaforme di mobile money, hanno colpito 1.247 vittime, in gran parte residenti nel continente africano.
Le operazioni sul campo si sono concentrate in particolar modo in nazioni come Nigeria, Kenya e Costa d’Avorio. Nello specifico, in Nigeria le autorità sono riuscite a neutralizzare un gruppo specializzato in investimenti fittizi e phishing, cancellando oltre mille profili sui social network. In Kenya sono finite in manette 27 persone accusate di truffe via messaggistica, mentre in Costa d’avorio si è registrato il fermo di 58 individui coinvolti in prestiti mobili illeciti, operazione che ha portato al sequestro di 240 telefoni, 25 computer e 300 schede Sim.
Come sottolineato ai microfoni di Africa24 tv dall’esperto di economia Lionel Raynald Ngolle III, questo genere di reati informatici va ormai ben oltre il semplice raggiro. “La cybercriminalità non è più una questione di piccole truffe: spesso finanzia reti criminali estese e, in alcune regioni, persino il terrorismo”, ha affermato l’esperto, evidenziando come i criminali approfittino costantemente dei vuoti normativi e legislativi presenti negli ordinamenti di ogni singolo Paese.
L’intera manovra investigativa ha visto il supporto tecnico di diverse realtà internazionali specializzate in sicurezza informatica, tra cui Team cymru, Trend micro e Trm (Transaction risk management) labs. L’iniziativa congiunta ha portato alla confisca totale di 2.300 dispositivi elettronici e all’oscuramento di 1.442 indirizzi web malevoli, dimostrando come la cooperazione transfrontaliera stia diventando un’arma sempre più efficace per contrastare il fenomeno su larga scala.
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