di: Andrea Spinelli Barrile | 20 Febbraio 2026
Secondo un recente rapporto dell’Africa finance corporation (Afc), l’Africa possiede riserve auree inutilizzate per un valore di oltre 5 trilioni di dollari di giacimenti minerari, di cui oltre un trilione non sono sfruttati.
Secondo l’Afc, questa risorsa offre “un’opportunità unica e realistica alle economie africane soggette a vincoli valutari”, per rafforzare i cuscinetti esterni e accelerare al contempo l’attività economica. “A differenza della maggior parte dei minerali, l’oro combina una profonda liquidità, prezzi trasparenti e una rapida monetizzazione, consentendo ai Paesi di convertire la produzione interna direttamente in riserve anziché affidarsi ad afflussi esterni volatili” si legge nella nota di Afc.
Oggi l’Africa subsahariana ospita oltre il 75% delle persone in condizioni di povertà estrema (460 milioni di persone in povertà) e sebbene l’Africa ospiti i giacimenti auriferi più vasti del mondo l’oro rappresenta solo 70 miliardi di dollari di riserve estere di tutti i Paesi africani, circa il 15% delle riserve valutarie totali. Per Afc, “il valore strategico dei minerali africani risiede nel modo in cui possono essere sfruttati per aumentare il valore aggiunto interno, sostenere l’integrazione regionale e consolidare gli ecosistemi industriali, anziché essere visti principalmente attraverso la lente della domanda di esportazioni esterne” e cita l’esperienza del Ghana, che di recente ha istituito il Gold board e formalizzato la produzione su piccola scala, aumentando velocemente le riserve e apprezzando la valuta locale, il Cedi, del 41% in appena un anno, la miglior performance a livello globale.
Le riserve aurifere ufficiali in Africa sono aumentate da 605 tonnellate nel 2014 a 738 tonnellate nel 2025, parallelamente all’espansione della capacità africana di raffinazione, per cui oggi 14 Paesi del continente ospitano raffinerie d’oro.
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