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Africa: trasformazione rurale e impegno Ifad, passo avanti Ciad

di: Gianfranco Belgrano | 16 Febbraio 2026

Alvaro Lario, presidente del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (Ifad), ha invitato a una forte mobilitazione collettiva, sia nelle priorità strategiche sia nella portata degli investimenti, in occasione dell’avvio delle consultazioni con gli Stati membri per il 14° rifinanziamento del Fondo (Ifad14). Lario ha sottolineato che investire nella trasformazione rurale è essenziale per rafforzare la sicurezza alimentare, stimolare la crescita economica, creare occupazione e rafforzare la stabilità in un momento di crescente frammentazione geopolitica, restringimento dello spazio fiscale e rischi sistemici per i sistemi alimentari globali.

“L’Ifad14 non è semplicemente un altro ciclo di ricostituzione. È una prova della capacità collettiva di agire con realismo, unità e determinazione in un mondo più incerto – ha affermato Alvaro Lario -. Non c’è stabilità nazionale duratura senza una stabilità globale condivisa e non c’è stabilità condivisa senza economie rurali dinamiche”.

Lario ha evidenziato una chiara direzione per Ifad14, con un’attenzione particolare a una più profonda integrazione dei mercati, al collegamento delle catene del valore alimentari dei piccoli produttori, all’espansione dell’occupazione rurale, in particolare per i giovani, al fine di plasmare la stabilità di intere regioni, e al rafforzamento della resilienza ai cambiamenti climatici, ai conflitti e agli shock economici.

Il primo impegno nei confronti dell’Ifad14 è venuto dalla Repubblica del Ciad, che ha annunciato un aumento dell’11% rispetto al suo contributo all’Ifad13, per un importo totale di 500.000 dollari.

“Questo aumento riflette l’importanza dello sviluppo agricolo e rurale come priorità nazionale per il Ciad – proprio come lo è per molti paesi della regione – e come pilastro fondamentale del piano di sviluppo nazionale del Ciad, Connection 2030. Incoraggiamo altri Paesi a seguire l’esempio“, ha affermato Keda Ballah, ministro ciadiano della Produzione e trasformazione agricola. Lo stesso ha sottolineato come la collaborazione tra il Ciad e l’Ifad abbia trasformato la vita nelle zone rurali, nonostante le sfide climatiche.

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