di: Enrico Casale | 12 Febbraio 2026
La produzione petrolifera dell’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (Opec) ha registrato una contrazione nel mese di gennaio, determinata in gran parte dal calo delle forniture provenienti dai Paesi africani, in particolare Nigeria e Libia.
Stando a un’inchiesta dell’agenzia Reuters, la Nigeria ha segnato la flessione più significativa all’interno del cartello, mentre la Libia ha visto ridursi i flussi in uscita a causa del maltempo che ha bloccato le operazioni di carico. Complessivamente, l’Opec ha prodotto circa 28,34 milioni di barili al giorno, ovvero 60.000 in meno rispetto a dicembre, nonostante l’Algeria e altri alleati avessero pianificato di mantenere invariato l’output.
L’indagine sottolinea che il gruppo Opec+, che comprende anche la Russia, ha avviato una pausa negli aumenti produttivi per timore di un eccesso di offerta sul mercato globale. Mentre alcuni membri operano già alla massima capacità, ad altri è stato chiesto di effettuare tagli compensativi, come nel caso di Iraq ed Emirati Arabi Uniti che hanno ridotto la produzione di 130.000 barili per bilanciare sforamenti precedenti.
Nonostante il lieve incremento registrato dallo Stato venezuelano, che si è avvicinato a un milione di barili giornalieri, e il calo delle forniture iraniane dovuto alle sanzioni statunitensi, il dato complessivo è rimasto al di sotto degli obiettivi concordati. Le stime si basano sui dati di flusso di Lseg e Kpler, integrati da informazioni di fonti interne all’industria e all’Opec.
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