di: Celine Camoin | 10 Febbraio 2026
“Sono ottime le relazioni bilaterali tra il Rwanda e l’Italia, sia dal punto di vista economico che politico. Sono già presenti alcuni investitori italiani in Ruanda, ma c’è il desiderio di incrementare questa presenza”: è proprio per questo che l’ambasciatore ruandese François Nkulikiyimfura, intervistato da Africa e Affari, ha partecipato venerdì 6 febbraio a Roma all’evento divulgativo “Visit Rwanda, un paradiso di opportunità” organizzato dal consolato onorario del Ruanda nella capitale.

“Sessioni come questa sono necessarie, non solo per attirare gli investitori italiani, o europei, ma anche per rassicurarli e far capire quanto il nostro Paese è stabile, che è sul piano politico un punto di riferimento nella regione e nel mondo, e che si trova in cima alle classifiche continentali per quanto riguarda le agevolazioni nel fare business”. Elementi ancora poco conosciuti dagli investitori italiani, come il fatto che “oggi in Ruanda, si può aprire un’impresa in Ruanda in meno di sei ore”, o che esiste uno sportello unico che raggruppa non meno di 400 servizi in un unico punto, il Rwanda Development Board (Rdb), struttura governativa focalizzata sugli investimenti.
L’ambasciatore si è detto piacevolmente sorpreso e lieto della presenza di un’audience folta e di alto profilo, tra aziende, organizzazioni professionali, agenti di viaggio, giornalisti e rappresentanti della diaspora ruandese in Italia. “Dopo l’ascolto dei vari interventi di presentazione, durante la sessione B2B c’è stato un grande interesse e desiderio di ottenere maggiori informazioni, in particolare per quanto riguarda le filiere dell’industria conciaria, delle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni (Ict), delle biotecnologie, e del turismo”.

“Non solo invitiamo gli investitori a venire in Ruanda, ma li accompagniamo anche, quando arrivano” ha fatto eco all’ambasciatore Divine Nakanyange, responsabile del dipartimento investment marketing del Rdb. “Presso i nostri ufficio è possibile ottenere tutte le autorizzazioni, licenze, informazioni relative all’insediamento fisico, tutto il necessario per fare impresa in Ruanda. Il peso burocratico è quasi inesistente, il nostro ufficio è in collegamento diretto con quello del presidente e non solo, godiamo anche di una certa autonomia decisionale”.
Il Ruanda, ha sottolineato il console onorario Enrico Lalia Morra, è “un mercato in crescita e collegato all’Eastern African Community (Eac), ovvero a una comunità di business molto più ampia che racchiude i Paesi meglio noti, come Kenya, Tanzania e Uganda. Aprire una realtà imprenditoriale in Ruanda significa aprirsi ad un mercato molto più vasto, però con il vantaggio di farlo in un posto sicuro, in un posto che garantisce una gestione del business molto più vicina a quelli che sono standard dei Paesi nordici europei”. Non solo, il Ruanda fa anche parte del Comesa, il Mercato comune dell’Africa orientale e meridionale, e in un’ottica ancora più ampia, dell’Area di libero scambio continentale africana (AfCFTA).
In rappresentanza della compagnia RwandAir, Valeria Tenghi ha annunciato l’arrivo di un accordo di cooperazione con la compagnia Ita che consentirà i collegamenti tra Roma e Kigali via Parigi. Un passo avanti notevole nel facilitare gli spostamenti sia per affari che per turismo.

Tra Italia e Ruanda sono già in vigore diversi accordi bilaterali in materia di capacity building, cooperazione, accordi con l’Arma dei Carabinieri, o ancora, accordi universitari grazie ai quali un centinaio di studenti universitari si trovano a Roma.
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