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Africa 2026: Simest spinge le Pmi verso l’Africa

di: Valentina Milani | 30 Gennaio 2026

“Sono le piccole medie imprese (Pmi) che devono accrescere la presenza in Africa”. Con queste parole è intervenuta Viola Di Caccamo, senior professional Relazioni esterne di Simest, alla conferenza “Africa 2026, prospettive politiche ed economiche”, organizzata ieri mattina da Africa e Affari a Milano, presso la sede di Banca Mediolanum, per la presentazione del primo numero dell’anno della rivista con la collaborazione di Amref.

L’incontro è stato aperto da Massimo Zaurrini, direttore responsabile del mensile Africa e Affari (Internationalia), che ha delineato tendenze e proiezioni politiche ed economiche per il 2026, osservando che il 2025 si chiude con un continente in crescita a un ritmo superiore alla media mondiale.

Di Caccamo ha spiegato che dal 2024 Simest, società del gruppo Cassa depositi e prestiti che sostiene l’internazionalizzazione delle imprese italiane, ha avviato insieme al ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale una misura finanziaria dedicata. “È una misura che abbiamo costruito ascoltando in particolare le Pmi”, ha affermato, collegando il rafforzamento della presenza imprenditoriale italiana in Africa anche alla diversificazione dei canali di interscambio economico.

Lo strumento è rivolto ad aziende già attive nel continente e a imprese che intendono avviare nuovi investimenti, includendo anche le realtà inserite nelle filiere di grandi gruppi esportatori. “Anche le più piccole aziende della catena di fornitura possono partecipare”, ha sottolineato.

La misura finanzia interventi legati alla crescita aziendale, dal potenziamento dei macchinari alla patrimonializzazione, fino alle immobilizzazioni immateriali e ai processi di digitalizzazione. “Finanziamo tutto ciò che può andare ad accrescere il valore dell’impresa”, ha precisato. Per i progetti connessi ai mercati africani è prevista anche una quota a fondo perduto fino al 20%, oltre all’esenzione delle garanzie in caso di potenziamento della presenza nel continente.

Tra le voci ammesse rientra anche la formazione. “Si può finanziare la formazione del personale africano”, ha detto, indicando questo aspetto come parte dei progetti, in coerenza con l’impostazione del Piano Mattei. Secondo i dati illustrati, la “Misura Africa” ha mobilitato dal 2024 oltre 100 milioni di investimenti, con più di 85 aziende finanziate.

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