di: Tommaso Meo | 28 Gennaio 2026
Le esportazioni di bauxite della Guinea sono aumentate del 25% nel 2025, raggiungendo 182,8 milioni di tonnellate, consolidando il primato del Paese come primo fornitore mondiale di minerale di alluminio. Lo indicano dati ufficiali visionati da Reuters.
Il 74% delle spedizioni è stato destinato alla Cina, secondo le dogane cinesi, rafforzando il controllo di Pechino sulle vaste risorse guineane. La Guinea ha superato l’Australia come primo esportatore globale già nel 2023, mantenendo una crescita a doppia cifra della produzione.
Nel 2025, 23 società hanno esportato bauxite. In testa la cinese Chalco con 22,1 milioni di tonnellate, seguita da Cbg, controllata da un consorzio che include Rio Tinto e Alcoa, con 17,4 milioni. Smb e la joint venture Agb2A/Sdm hanno spedito 17 milioni di tonnellate ciascuna. Le esportazioni hanno rallentato nella seconda metà dell’anno, ma sono comunque salite del 16% a 84 milioni di tonnellate.
La Cina resta il principale beneficiario del boom minerario guineano, con oltre il 60% del progetto di ferro Simandou e partecipazioni in oro e litio. Nel 2025 Pechino ha importato 200,5 milioni di tonnellate di bauxite (+26,4%), in gran parte dalla Guinea.
L’aumento dell’offerta ha pesato sui prezzi: l’allumina a Shanghai è scesa del 48% nei primi dieci mesi del 2025. Il governo guineano punta ora su raffinerie domestiche per ridurre l’export di materia prima. Secondo stime ufficiali, le entrate statali dal settore minerario sono attese in crescita del 40% nel 2025.
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